Consulta: ennesima fumata nera

giudici della ConsultaLa ventinovesima “fumata nera” sui giudici della Consulta non consegna solo l’impietosa fotografia di un Parlamento incapace di trovare la sintesi, ma anche quella di una classe politica percorsa da veleni orientati a sacrificare il bene comune all’altare delle miopi strategie partitiche.  Ma al di là delle (opinabili) considerazioni, resta la cronaca dell’ennesimo tentativo – fallito – di completare la squadra della Corte Costituzionale: la stessa di cui, fino a non troppo tempo fa, faceva parte il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che di questo “stallo” ha scelto, per il momento, di non parlare.

La terna indicata ieri sera dal Pd non ha avuto successo e i nomi di Augusto Barbera, Francesco Paolo Sisto e Angela Nicotra (subentrata a Pitruzzella) sono andati “bruciati”. Non solo: rispetto alla votazione precedente, i voti incassati ieri sono risultati in flessione e non solo a causa delle assenze. Il sentore è che, all’interno dei partiti, si inizino a profilare le prime “defezioni” che potrebbero portare al caos più assoluto. La terna proposta dai democratici ha incassato il sì di Area Popolare (Ncd e Udc), di Scelta Civica e di Forza Italia, ma corre voce che, nel partito dell’ex Cavaliere, qualche detrattore del capogruppo Renato Brunetta (finito nel “mirino” per i suoi modi autoritari) abbia scelto alla fine di non allinearsi. Il tutto mentre la Lega continua a inserire schede bianche nell’urna e Per l’Italia insiste con la proposta di Gaetano Pierpoli.

E il Movimento 5 Stelle? Non arretra sulla candidatura di Franco Modugno ribadendo l’indisponibilità a votare persone troppo vicine alle sfere politiche. “E’ davvero impossibile – ha commentato ieri Danilo Toninellifar redimere il clan Renzi-Berlusconi dall’ossessione di occupare le poltrone degli organi statali più importanti con soldati di partito“. “I nostri voti li avranno solo per candidati degni, di certo non per uomini di parte, anzi di partito”. Una versione che non sembra convincere il capogruppo della Lega, Massimiliano Fedriga, secondo cui il M5S sta partecipando “al mercato della Consulta” e sta per stringere un accordo col Pd: “E’ l’altra faccia del Movimento 5 Stelle ha affondato il leghista – Così, dopo il patto del Nazareno nasce il patto di Giuda: ovvero di quelli che tradiscono i cittadini dicendo una cosa e facendo l’esatto opposto. Non sarebbe la prima volta: l’hanno fatto con il Csm, con la Rai e per l’elezione di Grasso al Senato”.

Fuori dal coro, la voce della neonata Sinistra italiana che suggerisce di superare lo stallo istituzionale proponendo una “quaterna” completamente nuova ed estranea alle logiche parlamentari formata da Silvia Niccolai, Giuditta Brunelli, Federico Sorrentino e Mario Dogliani. Una proposta che sembra destinata a rimanere inascoltata.