Il M5S “blinda” l’Italicum e scoppia il caso

Di BattistaIndietro tutta del M5S sull’Italicum. L’ultimo psicodramma parlamentare si è consumato ieri mattina alla Camera quando sono state avviate le votazioni su un ordine del giorno al ddl Boschi, presentato da Alessandro Di Battista e altri sette pentastellati, che chiedeva espressamente di non apportare modifiche alla chiacchierata legge elettorale.

Una richiesta per lo meno inaspettata, visto che il M5S si è battuto strenuamente, in tutti questi mesi, contro l’Italicum denunciandone la presunta incostituzionalità che lo renderebbe più “impresentabile” del Porcellum. E infatti la strana mossa di Di Battistia &co. ha fatto saltare sullo scranno l’ex Sel Arturo Scotto“Un ordine del giorno del genere – ha osservato – me lo sarei aspettato dal Pd, non dai colleghi che hanno firmato i ricorsi con noi. Invito Di Battista a ritirare l’odg, altrimenti ho l’impressione che stia per nascere il governo Renzi-Di Battista“. “Questo era un ordine del giorno provocatorio – ha replicato il pentastellato Danilo Toninelli – Noi stiamo chiedendo ai signori (del Pd, ndr) se hanno il coraggio, perché i loro leader dicono questo, di non modificare quella legge. E lo devono votare quest’ordine del giorno, a cui noi voteremo contro. Lo devono votare loro, se sono coerenti”. 

Com’è andata a finire? Che l’odg del sospetto ripensamento – derubricato a semplice provocazione dai deputati del movimento – è stato sonoramente bocciato con 400 no e solo 4 sì. Tanto rumore per niente, si direbbe, se non fosse che il “passo falso” del M5S ha suscitato ironie e sberleffi dentro e fuori dall’Aula. Tra tutti, quello del renziano Andrea Marcucci: “Quindi presentano ordine giorno per non cambiare Italicum e poi dicono che era uno scherzo – ha scritto su Twitter – M5S in Parlamento come all’Asilo Mariuccia“.