Finlandia: il governo progetta un “basic income” per i cittadini

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:14

imagesIl governo finlandese starebbe studiando l’introduzione di un reddito base, in sostituzione degli attuali benefici e sussidi previsti per i contribuenti – assegni sociali, compresi quelli di disoccupazione, maternità o congedo parentale -, distribuendo ottocento euro al mese a tutti i cittadini maggiorenni.

E benché lo stipendio medio lordo di un lavoratore finlandese si aggiri intorno ai 40.000 euro all’anno, il premier Juha Sipilä sta pensando di introdurre il cosiddetto «reddito di cittadinanza» garantito a tutti dallo Stato, a prescindere dalla situazione economica e familiare del ricevente.

Per me vuol dire innanzitutto semplificare il sistema di previdenza sociale”, ha detto il primo ministro Sipilä. L’idea è quella di contenere la disoccupazione, incentivando i lavoratori ad accettare anche i contratti di lavoro a tempo determinato – e stipendi al di sotto di una certa soglia – che, diversamente, non potrebbero usufruire dei benefici connessi al welfare.

Il reddito di base garantito quindi andrebbe a sostituire questi benefit e ad agevolare la flessibilità, abbattendo altresì numerosi oneri burocratici.

Non sorprende che l’idea stia riscuotendo il favore dei finlandesi. Secondo un sondaggio commissionato dal KELA, l’ente governativo cui è affidata l’assistenza di base – che gestisce una serie di servizi fra i quali i sussidi per i disoccupati e l’assistenza speciale per gli immigrati -, il 69% degli intervistati si è detto favorevole al reddito di base garantito.

Il “basic income” può verosimilmente essere efficace se pensiamo a quanto avvenne a Dauphin, cittadina agricola della provincia canadese di Manitoba.

Con un progetto denominato «Mincome» in questa piccola comunità, dal 1974 al 1979, a tutti gli abitanti venne regolarmente elargito un assegno mensile che veniva dimezzato a coloro che guadagnavano di più. Pare che in questo periodo la povertà sia stata praticamente debellata.

Tuttavia, calcola la multinazionale di informazione finanziaria Bloomberg, un assegno mensile di 800 euro per tutti costerebbe allo stato finlandese oltre 52,2 miliardi di euro all’anno, laddove le entrate previste per il 2016 sono invece stimate in circa 49,1 miliardi di euro. Inoltre anche la Finlandia subisce gli effetti nefasti della crisi economica.

Ma Liisa Hyssälä, direttore generale del KELA, è certa che il piano farà risparmiare milioni al governo che, insieme ad alcune forze dell’opposizione, si è deciso a mettere in atto il piano.

A titolo di prova, tra meno di due anni potrebbero già partire i primi pagamenti.