Altri 6 bambini muoiono annegati durante una traversata

Smirne, Pirlanta, Lesbo. Giorno dopo giorno i nomi dei luoghi nei quali continuano a trovare la morte centinaia di persone si rincorrono come una litania, e girano attorno sempre nello stesso turbine, sempre seguendo le stesse tratte. Alla fine i nomi si confondono in un unico grande luogo che non ha identità, che scivola fra le righe di una pirlantanotizia come una virgola non notata da nessuno. Ma se i luoghi possono non avere neppure un’identità così non dovrebbe essere per gli uomini che li attraversano, a maggior ragione se si tratta di bambini. Così oggi è la volta di Sajida Ali, 5 anni, partita dalla Siria in fiamme e morta sulla spiaggia di Pirlanta, a Cesme, nella provincia turca di Smirne sul mar Egeo. Nomi, differenze di significato. L’evento nel quale Sajida ha trovato la morte è stato un naufragio avvenuto alcuni giorni fa. V’è una foto che la ritrae, distesa senza vita sulla spiaggia come un tesoro del mare. Lei come Alyan Kurdi, 3 anni, annegato lo scorso settembre con la madre e il fratellino di 5 anni. Storie talmente profonde da non poter essere neppure narrate per dovere di cronaca. Altri 5 bambini sono morti assieme a Sajida in queste ore, sostiene l’agenzia di stampa statale Anadolu. Sempre al largo di Cesme, vicino la spiaggia di Pirlanta, nella provincia turca di Smirne sul mar Egeo. Nomi, si diceva, e nessuno che realmente possa fare qualcosa per dare anche un volto a questa gente.

 

Giuseppe Caretta