Morto Licio Gelli, Gran Maestro della loggia massonica P2

Si è spento a 96 anni, nella sua storica residenza Villa Wanda, ad Arezzo, uno degli uomini più controversi, discussi ed oscuri della storia recente del nostro paese. Licio Gelli, il gran maestro della loggia segreta P2, è morto nella notte tra le braccia dei propri parenti dopo essere stato dimesso, la scorsa settimana, dalla clinica pisana San Rossore perché giudicato ormai in fin di vita. Negli ultimi giorni il suo stato di salute si era ulteriormente aggravato e ieri, dopo un rapido check up all’ospedale di Arezzo, l’uomo è stato nuovamente rimandato a casa con la stessa prognosi.

licio-gelli-272475Gelli è stato uno degli uomini di maggior peso nelle vicende più torbide della storia italiana dell’ultimo quarantennio. Divenuto maestro della loggia massonica “Propaganda 2”, salì agli onori della cronaca quando, il 17 marzo 1981, i giudici Turone e Colombo, indagando sul crack Sindona, arrivarono a quelle famose liste di piduisti che sconvolsero il mondo politico italiano. Nella “sua” loggia figuravano quasi mille uomini di spicco della classe dirigente nazionale: da svariati ministri a parlamentari, capi dei servizi segreti, magistrati, giornalisti, editori, militari, prefetti, questori. E poi il suo presunto coinvolgimento in fatti come il rapimento Moro, la strage alla stazione di Bologna (per la quale fu condannato per depistaggio), il tentato golpe Borghese, la strategia della tensione, la scalata ai grandi gruppi editoriali, il caso Calvi, il crack Sindona, tangentopoli, la mafia. Un personaggio unico e potentissimo, ribattezzato in diversi modi: “Belfagor”, “il burattinaio”, “il venerabile”. Epiteti al di la dei quali si nascondono segreti che oggi, probabilmente, sono andati perduti per sempre.

di Giuseppe Caretta