Ucraina ad un passo dal default: FMI e Russia attendono mosse di Kiev

L’Ucraina è quasi ufficialmente in bancarotta. Lo ha reso noto ufficialmente il premier Arseni Iatseniuk a margine di una conferenza stampa. A detta del primo ministro, infatti, Kiev non rimborserà il debito di tre miliardi che il suo ucrainapaese deve alla Russia entro domenica, introducendo una moratoria “sino all’accettazione delle proposte di ristrutturazione o l’adozione di rilevanti decisioni di un tribunale”. Questa la posizione ufficiale. In ballo ci sono anche 507 milioni di debito commerciale che, attualmente, si trovano nelle mani di creditori russi, banche fra tutti. Da sottolineare anche che Mosca aveva proposto di spalmare il suddetto debito in tre tranche da un miliardo l’una, rimborsabili entro il 2018, ma neanche questa opzione è risultata accettabile. Così il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov, in risposta all’intervento di Iatseniuk: “Si può dire che il default è stato riconosciuto ufficialmente da parte ucraina”, non mancando di sottolineare come la Russia si riserverà il diritto di ricorrere alle vie legali in caso di effettivo mancato pagamento.

Nel frattempo il Fondo Monetario Internazionale ha fatto sapere, tramite una nota del vice direttore David Lipton che, qualora l’Ucraina dovesse davvero non rispettare gli impegni richiesti, tra i quali risultano anche l’approvazione di un nuovo sistema fiscale bloccato in questi giorni dal parlamento e il taglio delle spese per il welfare, l’FMI potrebbe prendere in considerazione la possibilità di cancellare gli aiuti nei confronti di Kiev. Una specie di piccola Grecia, insomma. E anche se i paesi in questione sembrano essere diversi il risultato, alla fine, conduce sempre alla stesso punto.

di Giuseppe Caretta