Ok all’estradizione negli Usa di Kim Dotcom, fondatore di Megavideo

Kim Dotcom verrà estradato negli Stati Uniti. I giudici neozelandesi hanno infatti ceduto alle richieste delle autorità americane per “incredibile evidenza dei fatti” nei kim-dotcomquali il guru di origini tedesche è coinvolto. Se dovesse realmente essere processato in America, il fondatore di piattaforme come Megavideo e Megaupload, solo per citarne un paio, rischierebbe fino a 50 anni di prigione. Intanto, le accuse a suo carico parlano di violazione del copyright per un danno stimato di circa 500 milioni di dollari. Quando nel 2012 le autorità neozelandesi, assieme all’FBI e alle forze di polizia tedesche, olandesi e cinesi riuscirono ad arrestare l’uomo, ed altre sei persone, tutti i quattordici domini facenti capo all’uomo vennero immediatamente chiusi. Anche se Kim Shmitz, questo il suo vero nome, si è sempre difeso da ogni accusa: “Megaupload era soltanto un sito di scambio file. Io non sono responsabile per quello che gli altri utenti si scambiavano”.  Intanto il processo nei suoi confronti non si ferma e oggi, alla fine, è arrivato anche l’ok per l’estradizione stabilito dal giudice Dawson. “Io non ho mai vissuto negli Stati Uniti – ha affermato lo stesso Dotcom – Non sono mai stato là, le mie compagnie non hanno mai avuto sede là”. Quanto è estesa, dunque, la capacità della giurisdizione americana di far valere le sue ragioni?

di Giuseppe Caretta