Come cambia il gioco a distanza con l’arrivo delle slot machine online

Il gioco in Internet in Italia è stato legalizzato a metà del 2011. A partire da quel momento i casinò della rete si sono pian piano evoluti fino ad offrire ai propri giocatori un parco giochi completo nel dicembre del 2012, quando anche le tanto attese slot machine online hanno fatto il loro debutto nel mercato italiano regolato da AAMS.

Per far capire quale sia stato l’impatto del gioco online nel Bel Paese e quale sia stato l’effetto sancito dall’entrata delle slot basta citare qualche numero. Mentre il fatturato durante i primi 6 mesi fu di circa 49 milioni di euro, con il passare del tempo il grande successo del gioco in Internet non ha fatto altro che aumentare in maniera esponenziale, raggiungendo gli 80 milioni di spesa nel primo trimestre del 2012, diventati successivamente ben 120 milioni di euro nello stesso periodo del successivo 2013.

Sono dati che sicuramente aiutano a capire come oramai una sempre più grande fetta della popolazione italiana scelga le piattaforme online piuttosto che le classiche strutture territoriali come casino e bar, che di contro altare, stanno vedendo i loro margini ridursi drasticamente.

Anche in periodo di contrazione economica e di crisi globale, lo Stato italiano vede entrare nelle proprie casse un po’ d’ossigeno grazie soprattutto ad una categoria di giochi, le slot machine, che da sempre fanno sorgere grandi dubbi sulla loro utilità oltre che sulla loro pericolosità sociale.

Lo scorso 2014, nelle casse dello Stato sono entrati circa 4 miliardi di euro, generati da slot machine, grandi e piccole, online e terrestri. Dato indicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato. Si tratta di un risultato provvidenziale se si considera che il rapporto deficit pubblico/prodotto lordo nel 2014 è stato del 3,033%. In altre parole, il nostro Paese ha evitato una procedura per deficit eccessivo per appena 274 milioni di euro. Procedura che avrebbe imposto al governo, gravose correzioni di bilancio.

Le cose non sembrano cambiate con l’ormai concluso 2015, con un volume generato dalle slot che tende ad attestarsi nuovamente intorno ai 4 miliari di euro.

Va detto però che la legalizzazione di questo gioco, non solo ha permesso di tutelare maggiormente quelle tipologie di giocatori a rischio, ma ha anche di fatto inflitto un duro colpo al gioco illegale, permettendo ai casinò del Bel Paese di pareggiare l’offerta di quelli sprovvisti di licenza, che oltre a sottrarre allo Stato cifre considerevoli, non attua nessuna misura a tutela del giocatore.
Nessuna regolamentazione, invece, per il gioco del poker versione live, che a dicembre 2015 resta ancora vietato.

Staremo ora a vedere se cambierà qualcosa in questo 2016 appena iniziato, ma tutto lascia presagire che gli italiani rimarranno un popolo di appassionati del gioco.