Shock in Messico: sindaco da 24 ore uccisa dai narcotrafficanti

Era stata eletta sindaco della città di Tamixco, nella regione messicana di Morelos, da pochi giorni. Un 2016 che Gisela Mota aveva salutato postando una foto con in braccio il suo nipotino appena nato: “Il più bel regalo che Dio potesse fare alla nostra famiglia nell’anno nuovo” aveva scritto su Facebook la donna prima di recarsi al suo giuramento. Ventiquattro ore dopo era morta. Uccisa da un commando di 4 uomini che ha fatto irruzione nella sua casa. Indignazione e sgomento nella città e in tutto il paese per un omicidio che continua ad ingrossare la lunga scia di sangue che sta dilaniando il Messico.

Gisela-MotaGisela Mota Ocampo aveva guadagnato consensi proprio attaccando i narcotrafficanti: “Ripulire la città dai narcos” era stato lo slogan che le aveva fatto guadagnare consensi. E proprio quello slogan si è tramutato nella sua condanna a morte. Due dei quattro killer facenti parte del commando sono stati uccisi durante la sparatoria che è seguita all’assalto. Ancora non è chiaro se ad aprire il fuoco siano state le guardie del corpo della donna o una pattuglia della polizia che ha incrociato l’auto sulla quale i quattro criminali erano in fuga. Appena la notizia ha cominciato a circolare, una folla di cittadini si è riunita sotto la casa nella quale è avvenuto l’omicidio. Immediata anche la presa di posizione del governo dello stato di Morelos. Come si legge in un comunicato ufficiale “la sua famiglia e gli amici, i cittadini di Morelos e la procura lavorano per garantire che i responsabili di questo crimine vengano assicurati alla giustizia. In questo senso – continua la nota – ci sono indizi molto forti che potrebbero consentire di risolvere il caso nei prossimi giorni”.

E’ una vera e propria guerra quella che si sta svolgendo in Messico tra le autorità governative e il narcotraffico, spesso offuscata da episodi di connivenza e corruzione. Nel settembre del 2014, ad esempio, 43 studenti sono scomparsi durante una manifestazione di protesta contro la corruzione e i legami tra politici locali e criminalità organizzata. Le Istituzioni sostengono che i giovani sarebbero stati rapiti e uccisi da un gruppo di narcos. Uno studio del Consiglio per la sicurezza, inoltre, ha pubblicato i dati relativi agli indici di violenza registrati nei 32 Stati messicani. Guerrero è lo Stato più pericoloso con i suoi 1.514 omicidi nel 2014. Morelos, invece, ha avuto 449 omicidi nel 2015. Il computo per quelli del 2016 è dunque appena cominciato.

Giuseppe Caretta