Il governo ideale di Salvini? Con Zalone e Berlusconi

Salvini e ZaloneChe un leader politico schiacci l’occhio al comico del momento – quello che vince ogni record di incassi al botteghino, con una commedia “leggera” che celebra la fine del mito del posto fisso – non deve, a nostro avviso, scandalizzare. Né stupire più di tanto. La politica, si sa, vive di consensi e l’endorsement (o il semplice coinvolgimento) di un personaggio pubblico particolarmente amato può aiutare a fare la differenza. A questo ha probabilmente pensato il numero uno della Lega, Matteo Salvini, quando intervistato dai conduttori de La Zanzara si è lasciato andare a un elogio senza freni di Checco Zalone.

Del comico pugliese, il legista ha infatti detto: “Non è uno che si mette a fare pipponi, appelli alla Nanni Moretti o alla Gad LernerNon è uno di quei fenomeni che fanno i girotondi, il popolo viola, il popolo lilla, quelle menate lì. Il suo mestiere lo fa bene e in Italia questo è già tanto. In certi ambienti pseudoculturali, se non sei di sinistra non entri”. Di più: per il segretario del Carroccio, il talento di Zalone dovrebbe essere sfruttato anche in ambito politico, con una nomina a ministro.

Checco Zalone ministro della Cultura al posto di Franceschini che è la tristezza fatta persona – ha detto Salvini snocciolando i nomi dei membri del suo governo ideale – Poi lo scrittore Mauro Corona con la delega alla Montagna, Caccia e Agricoltura. Devo scegliere tra Claudio Borghi e Alberto Bagnai come ministro dell’Economia: farebbero sicuramente meglio di Padoan”. Mentre agli Esteri, Salvini vedrebbe bene il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi: “Rispetto a Renzi – ha detto – sulla Libia, sulla Russia, sui rapporti con il Medio Oriente è avanti anni luce. Mentre gli Interni me li tengo io per sei mesi, per recuperare al dramma di Alfano. Un po’ di ordine in giro lo porto”.