M5S nella bufera: il sindaco di Quarto votato dai camorristi?

Campania: Di Maio, caos istituzionale creato dal PdLe intercettazioni pubblicate ieri da La Stampa consegnano l’ennesimo scatto di malaffare all’italiana. Le parole di Alfonso Cesarano, imprenditore di Quarto (provincia di Napoli) in odor di camorra, che invitano a sostenere il M5S alle ultime elezioni amministrative, confermano quanto tristemente registrato, con una certa frequenza, negli ultimi decenni. Ovvero che la criminalità organizzata tenta, molto spesso, di stabilire contatti con i governanti per trarne profitti personali, stringendo indicibili accordi con chi dovrebbe, invece, amministrare nell’interesse di tutti.

E’ quanto potrebbe essere successo anche a Quarto dove, come già accennato, un imprenditore locale avrebbe agevolato la vittoria, al ballottaggio, del sindaco del M5S, Rosa Capuozzo, invitando i camorristi del posto a sostenerla. Ma c’è di più: “L’assessore glielo diamo noi praticamente – avrebbe detto al telefono Alfonso Cesarano – E lui ci deve dare quello che noi abbiamo detto che ci deve dare. Ha preso accordi con noi”. Il riferimento sarebbe a Giovanni De Robbio, il candidato pentastellato che, alle ultime amministrative, aveva fatto incetta di voti. I rumors sui suoi presunti legami con la camorra locale aveva spinto il M5S a predisporne l’espulsione prima ancora che gli inquirenti confermassero tutto, ma i dettagli emersi nelle ultime ore, che gettano ombre pesanti sull'”ascesa” del sindaco di Quarto (presumibilmente favorita dai voti dei camorristi), hanno scatenato l’inferno mediatico e politico.

Tra i primi a commentare, il presidente del Pd, Matteo Orfini: “Quando segnalai che a Ostia i clan inneggiavano al M5s, Di Maio disse che mi dovevano ricoverare. Lo disse da Quarto, dove la camorra vota M5S“. A rincarare la dose ci pensa Debora Serracchiani: “I cittadini hanno diritto di sapere sia in virtù della gravità del quadro che emerge, sia perché il luogo è il feudo di Di Maio e Fico ha fatto notare la vicesegretario dem – Se le indiscrezioni fossero vere, si tratterebbe di un caso gravissimo di inquinamento e condizionamento della criminalità organizzata”. E non è che una piccolissima porzione delle reazioni indignate che esponenti del Pd, ma non solo, hanno consegnato ad agenzie e organi di informazione per sottolineare la gravità dell’accaduto che, a loro avviso, snuda anche la contraddittorietà di una formazione politica – il Movimento 5 Stelle appunto – che ha fatto della moralità una bandiera.

A tentare una difesa è stato Roberto Fico che, come hanno fatto notare i detrattori, durante la campagna elettorale, si è speso personalmente (insieme al collega Luigi Di Maio) a sostegno di Rosa Capuozzo. “Valutiamo ogni strada, compreso lo scioglimento del Comune – ha detto – Quel che è certo è che l’ex consigliere comunale indagato (Giovanni De Robbio, ndr) è stato subito espulso dal M5S e il sindaco Rosa Capuozzo sta portando avanti una battaglia di legalità: siamo con lei”. Qualche ora dopo arriva anche la nota ufficiale del M5S incentrata sul contrattacco. “Fa francamente ridere – si legge – che sia il Pd a ergersi a cattedra morale della politica, un partito che con la mafia ci è andato a braccetto finora, che è persino stato in grado di sostenere un condannato come De Luca alla presidenza della Regione Campania in una lista-ammucchiata sostenuta da Ciriaco De Mita. Fa ridere sì, che sia il Pd, che oggi ha fatto della questione morale una reliquia, ad avanzare lezioni di trasparenza nei confronti dell’unica forza politica onesta e pulita qual è il M5S”.

“La verità – prosegue la nota vergata dai pentastellati – è che sono decenni che la mafia prova a infiltrarsi nella politica e quando ha incontrato Forza Italia e il Pd ci ha fatto affari, piazzando anche i suoi uomini in Parlamento. Quando ha provato ad avvicinarsi al M5S è stata messa alla porta. Questo è accaduto a Quarto, dove il M5S ha espulso De Robbio prima ancora che fosse indagato ed oggi è parte lesa”. Da qui la conclusione: “Noi camminiamo a testa alta – hanno sottolineato i pentastellati – loro dovrebbero avere almeno la decenza di restare in silenzio”.