Shock in Usa: gang di minori stupra una 18enne davanti al padre

stupro di una diciottenneUn gesto orribile, inspiegabile, inumano che ha gettato nello sconforto, suscitando indignazione, un’intera città americana. E’ quello compiuto da un gruppo di minorenni, ragazzini tra i 14 ed i 17 anni che hanno violentato una 18enne in un parco giochi, dopo aver minacciato il padre con la pistola. Un abuso shocckante, quello avvenuto la sera di giovedì ma del quale la polizia ha iniziato a parlare solo nelle scorse ore che proprio in virtù del ritardo con il quale è stato reso noto ha provocato molte polemiche; il fatto si è verificato a Brooklyn, nell’Osborne playground, un parco giochi di una zona degradata di Brownsville.

E’ qui che la gang di adolescenti è arrivata, intorno alle 21, mentre la giovane stava bevendo una birra insieme al padre. Dopo aver puntato l’arma da fuoco contro l’uomo, il gruppo gli ha intimato di allontanarsi e mentre cercava aiuto i minorenni, ripresi poco dopo il folle gesto da una telecamera di sorveglianza di un vicino negozio, hanno abusato della giovane. Quando il padre è tornato nel parco con due poliziotti il terribile atto era stato compiuto da quattro dei cinque ragazzi e la gang si è data alla fuga: si tratterebbe, secondo quanto riferito da una fonte anonima al New York Times, di ragazzi noti alle forze dell’ordine per una serie di piccoli furti nei negozi.

Le immagini della banda di stupratori minorenni sono state diffuse dalla polizia e pubblicate anche sui social network e su YouTube e due genitori dei ragazzi coinvolti nello stupro, di 14 e 15 anni, li hanno consegnati alle forze dell’ordine mentre poche ore dopo sono stati individuati ed arrestati altri due giovani. Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di New York Bill de Blasio il quale ha dichiarato: “Sono disgustato e profondamente rattristato dall’orribile attacco di Brownsville ogni newyorchese in ogni quartiere merita di sentirsi protetto e al sicuro. Non ci fermeremo fino a quando gli autori di questo inquietante attacco non dovranno rispondere delle loro azioni”.

Daniele Orlandi