12 Gennaio 2016: la Chiesa venera San Bernardo da Corleone

bernardo-da-corleoneIl 12 Gennaio il calendario ricorda San Bernardo da Corleone, al secolo Filippo Latino, nato a Corleone nel 1605.

Definito “la prima spada di Sicilia”, si dice di lui che era un giovanottone riottoso, robusto e di grande appetito – a cui “ribolle il sangue davanti a ingiustizie e soprusi e che mette mano un po’ troppo facilmente alla spada” -, che aiutava il padre calzolaio, bravo artigiano e soprattutto uomo assai caritatevole.

Bernardo entrò nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini dopo la conversione, che avvenne in seguito al duello con un certo Vito Canino, che il frate laico ferì gravemente, lasciandolo invalido.

In convento a Caltanissetta mitigò il suo temperamento con la preghiera e la penitenza. Poiché analfabeta qui svolgeva i lavori più umili, in cucina e in lavanderia.

Superiori e confratelli non gli risparmiavano insulti e motteggi. Anche il Demonio lo insidiava, apparendogli sotto forma di animale e prendendolo a bastonate.

Per la fatica e le privazioni Bernardo si ammalò il giorno dell’Epifania del 1667 e morì il 12 Gennaio, a 62 anni.

Fu dichiarato beato nel 1768 da Clemente XIII e proclamato santo nel 2001.

Del Santo che aveva ripudiato le armi in favore della croce si racconta che una volta, durante il soggiorno a Bivona, molti frati furono colpiti da un’epidemia di influenza.

Egli faceva loro da infermiere, ma si ammalò riducendosi in fin di vita, cosicché staccò dal tabernacolo della chiesa la statuetta di San Francesco e la infilò nella manica del saio, rivolgendosi al santo con queste parole: «Serafico padre, tu lo sai che i tuoi frati di Bivona sono ammalati… chi si prenderà cura di essi? Ti avverto che non uscirai di qui se non quando mi avrai guarito».

Bernardo si ristabilì e poté riprendere l’assistenza ai confratelli.

Il Patrono di Corleone oggi è l’emblema della città, “che vuole riscattarsi dalla fama di coppole e padrini che fanno ormai parte dell’immaginario collettivo”

Michela De Minico