Centenario del boss nel paese di Impastato: fuochi d’artificio per i festeggiamenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:37

Di tutti i boss mafiosi che l’Italia ed il mondo annoverano fra le loro file ce n’è uno che si distingue dagli altri per longevità. Si tratta di Procopio Di Maggio, padrino di Cinisi, il paese nel quale Peppino Impastato venne ucciso. Don Procopio non molla mai, ha varcato il 6 gennaio il traguardo dei 100 anni e s’è lasciato fotografare con di maggiocalice in mano durante la festa che ha voluto organizzare per quella giornata speciale. Un pranzo con familiari e amici giunti addirittura dall’America, come in un film della mala che si rispetti. E Don Procopio fa le cose in grande. Spara fuochi d’artificio davanti agli occhi dei compaesani. Sei minuti di scenografie pirotecniche per esibire la sua malcelata potenza, il suo potere forse un po’ stinto ma comunque memorabile. Perché Don Procopio Di Maggio sa che stupirà ancora la platea e lascerà tutti a bocca aperta. E mentre il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo,è costretto a difendere il proprio paese (“Di Maggio è mafioso – dice – ma il paese non lo è”), l’ostentazione di cui ha fatto sfoggio il vecchio boss, quello che ha un figlio ammazzato dalla lupara bianca ed un altro al carcere duro per essere diventato l’erede della sua potenza, fa presa su centinaia di “follower” sui social. “Cento di questi giorni”, gli augura qualcuno, mentre Giovanni Impastato, fratello di Peppino, dice di provare “tanta amarezza” per quello che è accaduto.

Giuseppe Caretta