Il doodle del giorno: omaggio alle fiabe di Charles Perrault

doodle 1Chi non conosce la storia de La Bella addormentata nel bosco? O la corsa che Cenerentola ha dovuto fare, allo scoccare della mezzanotte, perdendo la sua famosa scarpetta di cristallo? A regalarci queste ed altre scene memorabili è stato l’autore francese Charles Perrault a cui Google ha voluto dedicare il doodle del giorno.

Nato a Parigi il 12 gennaio del 1628 (ne festeggiamo oggi il 388° compleanno), Perrault è stato un protagonista della scena artistica e letteraria del suo tempo. Membro dell’Accademia francese, fu anche assiduo frequentatore della corte di Luigi XIV dove si distinse per le sue spiccate doti retoriche. Come possa un intellettuale del genere aver dato corpo ad alcune delle fiabe più famose del mondo, è cosa che desta sorpresa e conforto insieme. Perché rinforza la convinzione di chi sostiene che la fiaba non è un genere letterario minore. E che la fantasia e la creatività (di cui si nutrono le storie destinate ai più piccoli) possono albergare tranquillamente nella mente di chi è solito dedicarsi a diatribe e discussioni impegnate.

E infatti negli anni avanzati della sua vita, Perrault scelse di dedicarsi alla scrittura e alla pubblicazione di alcune delle fiabe più famose di sempre: oltre alle già citate Cenerentola e La Bella Addormentata nel bosco, ricordiamo Il Gatto con gli Stivali, Pollicino, Cappuccetto Rosso, Barbablù. Un repertorio di fantasia destinato a incantare intere generazioni di bambini in tutto il mondo. Per quanto vada precisato che a Perrault deve essere riconosciuto soprattutto il merito di aver preso in prestito alcuni codici tradizionali della narrazione orale (tra tutti, l’intramontabile formula “C’era una volta”) e di averli messi per iscritto arricchendoli di spunti creativi e “innesti” contemporanei che hanno gettato le basi della fiaba moderna. Segnando così la strada per tutti gli autori di fiabe successivi, che hanno guardato alla sua esperienza come a un modello irrinunciabile. E’ accaduto anche al nostro Carlo Collodi (il padre di Pinocchio) che, nel 1875, ebbe la fortunata idea di tradurre dal francese all’italiano alcuni dei racconti più importanti di Perrault, rendendoli fruibili ai bambini (e non solo) del Bel Paese.

All’autore che ha dato forma scritta (e concesso dunque immortalità) a creature della fantasia incredibilmente riuscite, l’artista Sophie Diao ha reso omaggio oggi realizzando tre tavole che ritraggono alcune delle scene più famose dei suoi racconti. Con quel tocco delicato e sognante e quei toni accesi e brillanti che non possono non stuzzicare il risveglio del più dolce dei ricordi: quello che conduce all’immancabile happy end.

Maria Saporito