Perquisizioni nelle sedi Renault: “Truccati risultati delle emissioni”

Sospetti sulla casa automobilistica francese. Dopo lo scandalo Volkswagen adesso è la volta dell’altro colosso mondiale dell’auto. Gli uomini della polizia antifrode hanno infatti effettuato alcune perquisizioni in una serie di Dacia Groupe Renault Pitestiimpianti produttivi della Renault sequestrando, secondo quanto riportato dal sindacato Cgt del sito produttivo di Lardy, a sud di Parigi, alcuni personal computer ai dirigenti.

Oltre a quello di Lardy, ispezioni anche al tecnocentro di Guyancourt e a quelli di Plessis-Robinson e Boulogne-Billancourt. Il sospetto è che alcuni motori diesel siano stati equipaggiati con un software che consentirebbe di eludere i controlli sulle emissioni. La notizia, rimbalzata rapidamente sulle maggiori testate internazionali, è stata confermata dalla stessa casa automobilistica, che si è subito affrettata a chiarire come tutti i test realizzati su richiesta del Ministro dell’Ambiente Senegole Royal non avessero evidenziato frodi.

Intanto il titolo crolla in Borsa perdendo il 10% e rischiando di trascinare a fondo tutti i listini europei. La paura dei mercati è infatti che altre case automobilistiche possano subire perquisizioni dello stesso tipo. Fiat in difficoltà per l’accusa di aver truccato i dati sulle vendite negli Usa e per la contrazione delle commesse in Russia.

Giuseppe Caretta