Unioni civili: 37 cattolici dem contro la stepchild adoption

Unioni civiliLa tensione rimane alta in casa Pd: il delicato tema delle unioni civili continua, infatti, a far discutere e a rinforzare i contorni di due blocchi internamente divisi. A segnare la linea di cesura la stepchild adoption (ovvero la possibilità, all’interno di una coppia omosessuale, di adottare il figlio biologico o adottivo del partner) sulla quale alcuni democratici continuano ad opporsi strenuamente. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha aperto al voto di coscienza, ma gli umori sono così cangianti che il ddl Cirinnà – che dovrebbe approdare al Senato il prossimo 28 gennaio – rischia di “cadere” in Aula anche per mano di alcuni dem.

A palesare la propria ritrosia su alcuni punti del testo è stata una pattuglia costituita da 37 cattolici del Pd che hanno scritto un documento in cui hanno esplicitamente chiesto di stralciare l’articolo che introduce la cosiddetta stepchild adoption e di rinviare la discussione a “una riforma più organica degli istituti paragenitoriali” che eviti “di legittimare o incentivare comportamenti gravemente antigiuridici”. La loro soluzione si chiama affido rafforzato, una misura che non piace a molti esponenti del Pd né tanto meno al M5S e a Sel che la considerano un’alternativa troppo “debole”. 

E a rendere ancora più incandescente il clima ci ha pensato la testata Gay.it. Che ha scelto di pubblicare l’elenco dei cosiddetti “malpancisti” ovvero dei senatori del Pd contrari alla stepchild adoption. Apriti cielo: “L’iniziativa di Gay.it è sicuramente inopportuna ha commentato la senatrice del Pd, Monica Cirinnà – Riconosco a questa testata di aver informato, soprattutto negli ultimi mesi, con puntualità e precisione, sull’iter parlamentare del ddl unioni civili dando un utile contributo al dialogo tra la politica e il mondo associativo. Proprio per questo, mi stupisce negativamente la scelta di stigmatizzare la posizione di alcuni senatori del mio partito, non solo in modo errato, ma soprattutto basandosi su indiscrezioni del tutto infondate”. “Hanno fatto come Hitler nei confronti di ebrei e omosessuali”, ha tagliato corto Nicola Latorre“Quello di esporre liste di proscrizione gli hanno fatto eco i colleghi Fattorini, Del Barba, Collina e Sangalli – è un inqualificabile metodo squadrista”.

Maria Saporito