Elezioni Milano. Berlusconi va nelle periferie: “Vincere come nel 2008”

Berlusconi ancora in campo, nella sua Milano. Parte dalla periferia del capoluogo lombardo l’arrembaggio del leader del centro-destra alla campagna elettorale per il nuovo sindaco di Milano. Prima Baggio, poi Lorenteggio. I fan, la berlusconi milanocalca, le battute ironiche e le guardie di sicurezza. La vecchia macchina arraffa voti si riattiva con tutta la sua capacità attrattiva. Forse un po’ arrugginita, ma a guardare il seguito di sostenitori che Berlusconi macina di fermata in fermata si direbbe ancora ben oleata. “Se non ci fosse questo vecchietto – dice ai suoi supporters fra le risate rilassate del suo popolo – Fi sarebbe al 4%”. Carisma da leader, sicurezza del potente.

Berlusconi gira tra la folla, sale sul predellino dell’auto per salutare gli elettori che sono accorsi a vederlo (tra di loro anche Francesco Sicignano, il pensionato che ha ucciso un ladro entrato in casa sua e che è stato poi candidato nelle liste di Fi). Interrogato sulla linea del partito risponde: “Con Salvini e Meloni raggiungiamo il 33%, superando il Pd e il Movimento 5 Stelle. Ma non basta – ha detto sciorinando un sorriso d’intesa con la gente che l’ascoltava -, dobbiamo arrivare al 40% per vincere al primo turno e governare il Paese”. Parole dette davanti ad un primo ostacolo da superare: le elezioni comunali di Milano: “Cercheremo un milanese – ha sottolineato fugando ogni possibilità di candidatura per Paolo Del Debbio- perché siamo gente che ha voglia di lavorare, concreta”. In ragione di ciò Berlusconi si è anche lasciato sfuggire un programma d’azione per il futuro prossimo: “Stiamo facendo una squadra di saggi come quella che avevo nel 1994”. Il concetto è chiaro: “dobbiamo tornare a vincere come nel 2008”.

Giuseppe Caretta