Senzatetto partorisce in strada a San Pietro aiutata dai polizotti

Vicino al colonnato imponente di piazza San Pietro a Roma, in una notte dal freddo
135149169-68c8bbdb-fd83-4bdf-892a-fcd878cccc72pungente, c’è una donna stesa in terra intenta a partorire la sua bambina. E’ rumena, parla a stento la lingua del paese nel quale vive, non ha una casa e dorme in strada. A farle da supporto troviamo tre agenti della polizia e, tutto attorno a questo nucleo, altri agenti in piedi a tenere fra le mani delle coperte che possano creare un pò di privacy. Sembra un’idea per un racconto, o una scena d’apertura di un film, eppure è proprio quanto è accaduto l’altra notte nella capitale.

La donna, che è stata trasportata in ospedale appena dopo il parto, sta bene ed ora attende di essere dimessa con la sua bambina. Irene, questo il nome dato alla fortunata.

Gli agenti che hanno soccorso la partoriente fanno parte del commissariato Borgo, mentre la poliziotta che si è presa la responsabilità di aiutare la 37enne a partorire si chiama Maria Capone. Quando l’ambulanza del 118 è giunta sul posto tutto si era felicemente già concluso. Adesso il Vaticano, per conto dell’elemosiniere del Papa, monsignor Konrad Krajewsky, ha messo a disposizione di entrambe un alloggio per la durata di un anno nella Casa delle Suore di Santa Teresa di Primavalle. La Santa Sede precisa che la protagonista di questa vicenda era già nota e che era stata più volte oggetto di offerte d’ospitalità da lei sempre rifiutate. Intanto la Comunità di Sant’Egidio ha lanciato un appello alle autorità perchè in questi giorni di freddo intenso e di Giubileo si intensifichino “le iniziative di protezione e di accoglienza dei senza dimora”. Un appello che arriva proprio il giorno dopo il ritrovamento del cadavere di un chochard morto per ipotermia.

Giuseppe Caretta