Ddl Boschi: sì definitivo al Senato

Renzie BoschiIl percorso verso l’approvazione finale nelle aule parlamentari si avvicina alla dirittura di arrivo. Il ddl Boschi che prevede la riforma del Senato ha incassato ieri il secondo sì dall’assemblea di Palazzo Madama e verrà sottoposto all’ultima votazione alla Camera nel prossimo mese di aprile. E dopo? Se anche i deputati della Repubblica confermeranno il “disco verde” alla riforma, si procederà con il voto referendario in autunno sul quale – come è ormai noto – il premier Matteo Renzi ha annunciato di volersi giocare tutto. Ma procediamo con ordine.

Il testo è passato ieri grazie al voto favorevole di 180 senatori che hanno avuto la meglio sui 112 contrari. Un risultato rotondo che però – va precisato – è stato centrato grazie al soccorso di formazioni che non appartengono alla maggioranza di governo. A partire dallo schieramento di Denis Verdini (i suoi 17 senatori hanno votato compatti a favore) per proseguire con qualche dissidente di Forza Italia e con gli ex leghisti vicini a Flavio Tosi. Sono stati loro, in definitiva, a mettere il sigillo sull’approvazione definitiva del testo in Aula, mentre due senatori democratici: Walter Tocci ed Elena Cattaneo hanno espresso parere contrario. 

“La storia si occuperà di questa giornata, voi avete deciso di scrivere la storia ha dichiarato ieri Matteo Renzi presente nell’Aula di Palazzo Madama – Dopo anni di ubriacatura di acronimi tecnici, di subalternità della politica rispetto a fenomeni economici e finanziari, anni di qualunquismo, la politica ha ripreso il suo posto”. Di più: “Sfatiamo la favola che si è raccontata: non sono i fattori esterni a far ripartire l’Italia ma il fatto che finalmente si è rimesso in moto il meccanismo delle riforme ha detto il presidente del Consiglio – Sono gli italiani i nostri punti di riferimento, andiamo a vedere cosa ne pensa la gente”. Il riferimento è al referendum attraverso il quale il Governo chiederà agli italiani di esprimersi sulla riforma del Senato. “In caso di sconfitta al referendum trarremo le conseguenze – ha ribadito Renzi – ma l’Italia sta dalla parte di chi ci crede”. 

Maria Saporito