Netflix fa la guerra a Proxy e VPN

Netflix fa guerra a Proxy e VPNE’ guerra aperta tra Netflix e gli utenti che fanno ricordo a proxy e Vpn. La piattaforma di streaming considerata un vero e proprio colosso a livello mondiale sarebbe intenzionata a limitare se non addirittura annullare l’utilizzo dei software che permettono di accedere ai cataloghi, più vasti di quello italiano, di altri Paesi. L’utilizzo di Netflix in Italia prevede infatti di accedere a contenuti differenti da quelli visibili da un utente americano; ma per ‘aggirare’ la limitazione è possibile, sfruttando tecnologie come proxy e vpn, mascherare il proprio indirizzo Ip simulando una connessione da una città americana anche se ci si trova in Italia.

Grazie a questo stratagemma centinaia di utenti sono riusciti ad accedere al ricco catalogo Netflix a stelle e strisce ma, si sa, il bel gioco dura poco e Netflix ha risposto dichiarando quella a chi utilizza metodi non leciti per allargare i propri orizzonti ‘visivi’ sfruttando i cataloghi di altri paesi. Sulla vicenda è intervenuto David Fullgar, responsabile della distribuzione dei contenuti e vice presidente della Content Delivery Architecture, nel motivare per quale motivo Netflix deve agire sul blocco di sofware che utilizzano proxy, Vpn o unblocker per far credere che l’utente sia connesso da un paese diverso da quello nel quale si trova effettivamente.

“Se tutti i nostri contenuti fossero disponibili a livello globale – ha spiegato – gli abbonati non avrebbero motivo di usare proxy o “unblocker”. Stiamo facendo progressi in questa direzione, ora che Netflix è disponibile in 190 paesi, ma abbiamo ancora molta strada da fare. Col tempo prevediamo di poter offrire gli stessi programmi TV e film ovunque. Per il momento, data la prassi consolidata della concessione di licenze in base all’area geografica, i contenuti che offriamo differiscono da un’area all’altra, in misura più o meno significativa. In attesa di raggiungere il nostro obiettivo, continueremo a rispettare e applicare le licenze dei contenuti in base all’area geografica”.

Il problema dunque è legato al fatto che la piattaforma statunitense di streaming non ha ancora raggiunto la piena globalità dei diritti con licenze che ad oggi sono ancora divise geograficamente ma sta lavorando con questo obiettivo, nella speranza che i cataloghi possano uniformarsi. Nel frattempo sono in fase di implementazione da parte dell’azienda di Los Gatos, capitanata da Reed Hastings una serie di tecnologie ideate per riconoscere Vpn, proxy ed unblockr tra i più diffusi, per fare in modo che i contenuti visionati in streaming corrispondano a quelli presenti nel catalogo dello specifico Paese.

Daniele Orlandi

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