Omicidio Pordenone, Trifone aveva capito chi era lo stalker di Teresa

20150323_trifone-ragone-teresa-costanza-uccisiNovità per il giallo di Pordenone.

Secondo il Gazzettino, infatti, la vittima dell’omicidio, Trifone Ragone, avrebbe sospettato che ci fosse uno dei suoi ex coinquilini dietro ai messaggi e alle foto inviate su Facebook a Teresa Costanza, la sua fidanzata, uccisa anche lei insieme a Trifone nel Marzo del 2015 fuori il palasport di Pordenone.

Prima dell’omicidio, infatti, per diversi mesi un’identità sconosciuta che sosteneva di essere un’amante di Trifone, continuava a molestare Teresa sulla chat di Facebook, invitandola a controllare i cellulari del fidanzato (“l’iPhone, quello nero” indicato con precisione).

Altre volte, invece, avrebbe dato informazioni su casi e situazioni che soltanto i comilitoni che abitavano insieme a Trifone potevano conoscere e, proprio per questo, Trifone aveva individuato il presunto mittente con una certa facilità.

Gli inquirenti del caso ritengono che sia necessario sempre di più cercare la verità nei computer e nei cellulari del caporale Giosuè Ruotolo e della sua fidanzata, la studentessa universitaria Maria Rosaria Patrone, entrambi indagati per false informazioni fornite al pm e per istigazione all’omicidio e/o favoreggiamento.

Un altro nodo fondamentale da sciogliere è quello di capire se i messaggi anonimi inviati a Teresa provenissero o meno dalla caserma di Trifone e dei suoi commilitoni.

 

Chiara Lomuscio