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Recensioni d’autore #1: “Storie sull’incomprensibilità della specie”

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E’ uscito da pochi giorni in formato e book Storie sull’incomprensibilità della specie (Elison Publishing), storie_incomprensibilità

opera prima dello scrittore Mattia Vacchiano. Si tratta di una raccolta di racconti nei quali la mano sicura, quasi chirurgica dell’autore, ci conduce in un universo fatto di manie mentali e di disincantate rappresentazioni del reale. Venti storie, talvolta connesse da un sotterraneo ed impercettibile filo, nelle quali si scoprono universi personali mai generalmente raccontati nelle pacificate rappresentazioni letterarie. E’ un’aria rarefatta, quella nella quale ci ritroviamo immersi leggendo le pagine del libro, un’aria asettica e quasi claustrofobica, che l’autore riesce a rendere con un uso parsimonioso di aggettivi calibrati a dovere e l’utilizzo di proposizioni coincise, quasi ermetiche. Vacchiano è un alchimista della parola, mischia con cognizione di causa e contrappone immagini dalle tinte forti con precisi, artisticamente maturi, scopi suggestivi. I suoi protagonisti sono tristi clown di un baraccone sociale che declina. Uomini soli, persi nella giungla urbana che li avviluppa e li ammala; uomini degenerati, appoggiati a microcosmi solitari e solipsistici, nei quali il contatto con i propri simili s’è perduto come un desiderio estinto. Nonostante questo, però, i suoi protagonisti sono uomini ancora umani, sociopatici e megalomani per disperazione, ma capaci di conservare al di sotto delle spine che li rivestono un sentire sensibilissimo ed una empatia per i propri simili solo in prima battuta sconfessata. Questo e tanto altro traspare dalla penna di Mattia Vacchiano, un autore che con quest’opera dal sapore post moderno, post nichilista, post idealistica, si interpone con prepotenza fra i flussi di opere letterarie magniloquenti, ma vuote, e di quelle accorate, preoccupate, ma sentenziose. Vacchiano non giudica, rappresenta. Non indica dove guardare, si limita soltanto a scostare dei veli e dietro a questi, per nostra fortuna, c’è tutta la bellezza della sua sceneggiatura tragicomica.

Giuseppe Caretta