Milan, un Balotelli svogliato segna ma non convince

balotelliBalotelli torna a segnare dopo quattro mesi ma a fare notizia non è il gol che ha deciso la semifinale d’andata di Coppa Italia, dove un Milan spento ha esaltato la prestazione dell’Alessandria, ma l’atteggiamento che ne è seguito. Come nei giorni migliori Balo dopo il gol vittoria su rigore non esulta, in molti hanno visto in questo atteggiamento l’emblema di una serata negativa dell’attaccante bresciano per lungo tempo abulico, svogliato e protagonista di un errore madornale nel primo tempo a tu per tu con il portiere; sicuramente è quello il momento giusto per identificare la brutta prova offerta da Balotelli ieri sera.

Sin da quando era un ragazzino tutti avevano capito di essere di fronte ad un giocatore dalle potenzialità smisurate, Mourinho lo credeva capace di diventare più forte di Ibrahimovic e Mancini che lo aveva fatto esordire per anni ne aveva sopportato le intemperanze convinto che un giorno sarebbe maturato, esprimendo al massimo tutte le qualità che possiede. Negli anni, però, Mario non è mai cambiato, il suo atteggiamento noncurante si è mostrato fuori e dentro il campo limitandolo e rendendolo un giocatore qualsiasi, questo lo ha portato ad un ultima spiaggia, per quanto dorata, e sembrava che lui lo avesse capito offrendo ad inizio stagione prestazioni più che convincenti. La pubalgia lo ha costretto ad un riposo forzato smorzandone l’entusiasmo e rinviando il giudizio ad un periodo successivo.

Probabilmente la brutta prestazione di ieri e la poca lucidità sotto porta sono dovute esclusivamente ad una condizione fisica precaria, il che possibilmente lo relega ad una panchina per il derby di domenica contro l’Inter, il dubbio, lecito è che il suo atteggiamento nei confronti della sua professione non sia cambiato e che per tutta la carriera alternerà giocate impossibili a comportamenti controversi e prove svogliate privando così il calcio italiano e la nazionale di quel top player che potrebbe permettere il salto di qualità ad un reparto offensivo ad oggi piuttosto scarno.

Fabio Scapellato