Gli abitanti delle isole greche candidati al Nobel per la Pace

Le isole greche che in questi mesi sono state la prima linea di sbarco nelle tratte migratorie provenienti dalla Turchia devono essere candidate al Premio Nobel per la Pace. E’ quanto sostengono eminenti personalità delle Università di Oxford, Princeton, Cornell, Harvard e Copenaghen che in questi giorni stanno preparando la documentazione richiesta per l’ufficialità della candidatura, che ha la sua deadline il 1 febbraio.

La petizione lanciata sul web tramite il sito base della campagna, Avaaz, ha già raggiunto quota 280.000 firme. Queste le parole con le quali si sostiene tale iniziativa: “Sulle isole greche remote, le nonne hanno aiutato i bambini terrorizzati a dormire cantando loro canzoni, mente gli insegnanti, i pensionati e gli studenti hanno trascorso mesi offrendo cibo, alloggio, vestiario e confort per i rifugiati che hanno rischiato la loro vita nel tentativo di fuggire nobeldall’orrore e dalla guerra”. Durante i prossimi giorni gli accademici, dei quali non è stato ancora reso pubblico il nome, inoltreranno la lettera ufficiale nella quale si intende sottolineare come un popolo di un paese, che ha già a che fare con la propria drammatica crisi, abbia risposto a quella dei rifugiati con “empatia e spirito di sacrificio”, aprendo le loro case per i diseredati, rischiando la vita per salvare gli altri e prendendosi cura dei malati e feriti quando “i governi non erano neanche disposti a riconoscere che c’era una crisi in atto”, come dichiara Spyro Limneos, un attivista in Grecia. “Aprendo il cuore gli isolani hanno inviato un messaggio potente: che l’umanità si trova al di sopra delle razze, al di la delle nazioni “, dice Matina Katsiveli, 61 anni, giudice in pensione che vive ha Leros, una delle isole candidate al Premio (assieme a Lesbo, Kos, Chios, Samos e Rodi). E sull’iniziativa, non di sicura riuscita perché, teoricamente, non è prevista l’assegnazione a persone giuridiche differenti da un individuo o un’associazione, la gente del posto commenta: “Una bella idea, ma abbiamo una ricompensa sufficiente nei sorrisi delle persone che aiutiamo”.

Giuseppe Caretta