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Svezia verso il rimpatrio coatto di 80.000 rifugiati. Per la linea dura anche Gran Bretagna e Australia

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Svezia, Australia, Gran Bretagna. Continua ad allungarsi la lista dei paesi che stanno mettendo in campo misure di sveziacontrollo e repressione dei flussi migratori. L’ultimo, in ordine di tempo, è il paese scandinavo. Secondo le dichiarazioni dello stesso ministro degli Interni Anders Ygeman, la Svezia procederà all’espulsione coatta di circa 80.000 richiedenti asilo la cui richiesta d’accoglienza è stata respinta. “Stiamo parlando – ha dichiarato Ygeman alla Bbc – di circa 60.000 persone, ma possono attivare fino a 80.000”. Il governo ha chiesto alla polizia e all’Ufficio della migrazione di occuparsi delle operazioni di rimpatrio che verranno effettuate, dato il numero eccezionale, tramite “aerei charter appositamente noleggiati. Ci vorranno diversi anni”. Nel 2015 la Svezia ha ricevuto il numero più alto di richieste d’asilo di tutta la Comunità Europea: 163.000, il 55% delle quali, si affrettano a puntualizzare dal  governo, è stato tuttavia accolto.

Per quel che riguarda la Gran Bretagna, invece, il ministero spiega di essere in contatto con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite (Unhcr) per identificare “casi eccezionali” di minori non accompagnati che necessitano d’accoglienza. Smentite quindi le voci che parlavano di un piano straordinario di accoglienza per “3.000 bambini” già sbarcati in altri paesi europei.

Linea dura anche sul fronte australiano. L’organizzazione non governativa Human Right Watch, da sempre impegnata nella tutela dei diritti umani, ha sostenuto nel suo rapporto Word Report presentato ieri ad Istanbul che l’ Australia necessiti di urgenti misure per “ripristinare la reputazione internazionale di paese rispettoso dei diritti”. La stoccata arriva come conseguenza alla politica di controllo dei confini che il governo conservatore di Canberra sta adottando nei confronti dei migranti: detenzione a tempo indeterminato per i richiedenti asilo intercettati in mare, inclusi i minori. Tutti coloro che verranno colti in fragranza, infatti, sono destinati ad essere trattenuti in centri inaccessibili alla stampa e alle ong sulla Christmas Island, nell’isola di Manus e nel minuscolo stato-isola di Nauru. Centri segretissimi nei quali coloro che rivelano abusi o comportamenti criminali al loro interno sono passabili di pene fino a due anni di carcere.

Giuseppe Caretta

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