Calciomercato Inter, continua la rivoluzione dell’organico

inter-president-erick-thohir_18ut00yro79uu1tq7dmqqbgqcsL’Inter di Mancini deve ancora trovare la formazione definitiva, in questo anno e mezzo in cui l’allenatore di Bologna è seduto sulla panchina dei nerazzurri  l’organico è stato rivoluzionato, per quanto possibile il presidente Thohir ha cercato di soddisfare le richieste del proprio allenatore comprando diversi giocatori in tutte le finestre di mercato, ma senza riuscire almeno per il momento a soddisfarle a pieno. Ciò che colpisce è il numero di calciatori che hanno abbandonato la rosa in questi diciotto mesi ben 14 se si contano le imminenti cessioni di Ranocchia e Guarin, alcuni dei quali sono rimasti solo sei mesi( Podolsky e Shaqiri sono gli esempi più illustri).

Non si discute il fatto che per ambire a posizioni di vertice si faccia una rivoluzione nell’organico, sopratutto se i giocatori in rosa non sono adatti al gioco che l’allenatore vuole sviluppare, ma la scelta dei giocatori stessi, si ha la sensazione che alcuni acquisti fatti dall’Inter, così come dalla Roma, siano stati fatti esclusivamente per tappare una falla o accontentare la piazza, senza che siano stati scelti perché realmente confacenti al progetto o allo schema di gioco che si intendeva adottare. Mi sembra in questo senso di rivedere la prima Inter di Moratti, una squadra che in continuo mutamento, prendeva il massimo dei voti nelle pagelle del mercato salvo poi ritrovarsi ogni anno punto e a capo.

Cosa serve realmente all’Inter è un centrocampista in grado di dettare i tempi di gioco, Mancini aveva chiesto Yaya Tourè, ma si è dovuto accontentare di Felipe Melo e di un oggetto misterioso come Kondogbia, ottimo in questo senso potrebbe essere l’arrivo di Soriano ma con tutta probabilità questo arriverà solo a giugno. La coppia di centrali è ottima ma gli esterni di difesa non sono all’altezza delle ambizioni dell’Inter, infine se si vuole giocare con un tridente Lijaic e Jovetic finiscono per essere un doppione ed in questo senso l’arrivo di Eder potrebbe aiutare variando le soluzioni in attacco, ma come con Shaqiri nello scorso mercato, non essere sufficiente a migliorare la manovra offensiva.

Fabio Scapellato