Governo: nel rimpasto vince Ncd

 

Renzi e AlfanoLe nomine annunciate ieri, a conclusione del Cdm, sembrano aver premiato il partito di Angelino Alfano che guadagna un nuovo ministro e 3 sottosegretari. Non è andata male neanche a Scelta Civica, mentre a rimanere “all’asciutto” è la minoranza del Pd che non ottiene alcuna poltrona nel risiko del rimpasto. Ma vediamo nel dettaglio chi sono i nuovi membri che andranno a rimpolpare la squadra di governo.

Partiamo dal neo ministro Enrico Costa dell’Ncd: a lui il premier ha deciso di affidare il dicastero degli Affari Regionali con – si vocifera – delega alla Famiglia. Classe 1969, Costa potrebbe, insomma, dire la sua su questioni quanto mai delicate come quella che riguarda le unioni civili sulle quali – come è noto – la posizione degli alfaniani rimane quanto mai “prudente”. E proseguiamo con i sette nuovi sottosegretari: Tommaso Nannicini alla presidenza del Consiglio è l’unico outsider della politica. Professore universitario alla Bocconi di Milano, Nannicini ha già fornito diverse consulenze a Palazzo Chigi che ha dunque deciso di “acquisirlo” in maniera strutturata.

I restanti 6 sottosegretari appartengono, invece, alla politica: Enzo Amendola (Pd) agli Esteri, Federica Chiavaroli (Ncd) e Gennaro Migliore (ex Sel ora Pd) alla Giustizia, Antonio Gentile (Ncd) allo Sviluppo Economico, Antimo Cesaro (Scelta civica) e Dorina Bianchi (Ncd) alla Cultura. Il rimpasto annunciato ieri prevede anche due “promozioni”: Mario Giro (esponente della Comunità di Sant’Egidio già “ingaggiato” dall’ex premier Enrico Letta) passa da sottosegretario a viceministro degli Esteri, così come Enrico Zanetti di Scelta Civica che da sottosegretario diventa viceministro all’Economia. E chiudiamo con i trasferimenti che interessano, invece, due donne: Teresa Bellanova (Pd) trasloca come viceministro dal dicastero del Lavoro a quello dello Sviluppo economico mentre Simona Vicari (Ncd) si sposta come sottosegretario dal ministero dello Sviluppo economico a quello delle Infrastrutture.

Le nuove nomine hanno suscitato qualche ironia tra i democratici meno vicini al premier-segretario, come Miguel Gotor che ha commentato: “Dal manuale Cencelli  al manuale Renzelli, con Ncd che ha più ministri che voti“. 

Maria Saporito