Oggi il Family Day al Circo Massimo, gli organizzatori: “Saremo più di un milione”

Inizia a riempirsi in questi minuti il grande spiazzale del Circo Massimo di Roma, luogo prescelto per il raduno statico lanciato dal comitato “Difendiamo i nostri figli”. Il portavoce dell’associazione e neuropsichiatra Massimo Gandolfini ritiene che oggi arriveranno a Roma più di un milione di persone. Solo dalla Campania, ad esempio, sono attesi cento pulman. Nicola Di Matteo, responsabile organizzativo del Comitato chiarisce meglio di che numeri si tratti: “Il dato che abbiamo è di un migliaio di pulman in arrivo nella Capitale da tutta Italia, con numeri in crescita”. Più che probabile che l’iniziativa tagli trasversalmente la compagine politica trovando sostenitori dal centrosinistra sino alla destra di Casa Pound e Forzanuova, la cui partecipazione è data per certa pur senza il beneplacito degli organizzatori.

Due aspetti, più degli altri, meritano forse di essere menzionati. Prima di tutto la grande macchina organizzativa che sta sostenendo la manifestazione. La questura ha infatti adibito 4 grandi aree di servizio (Venezia, Termini, Colosseo e Piramide) in ognuna delle quali è stata messa in campo una rete di forze dell’ordine con il compito di garantire l’afflusso e la sicurezza dei partecipanti. E poi sistemi tecnologici per la sorveglianza e il monitoraggio dei flussi, elicotteri della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri. Una preparazione dettagliata, insomma, studiata appositamente per i grandi numeri.

C’è poi il dato politico, che è quello che in queste ore sta prendendo maggiormente piede nel dibattito pubblico. La Cei non ha espresso un esplicito sostegno al Family day, ma è chiaro che il comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente, aperto lunedì dal presidente della Cei Angelo Bagnasco, di certo non ci passa sopra, esprimendo scetticismo “sull’equiparazione in atto tra matrimonio e unioni civili” e preoccupazione “per la mutazione culturale che attraversa l’Occidente”.

Intanto il governatore lombardo Roberto Maroni annuncia la sua partecipazione assieme agli assessori regionali Cristina Cappellini e Luca Del Gobbo. Presenza certa anche quella dei capigruppo della Lega Nord di Senato e Camera, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga. Grande assente della giornata sarà invece Fabrizio Cicchitto (Ncd), che giustifica così la sua scelta: “Il Family Day è un revival cattolico integralista. Ribadisco di non partecipare family-day6-1000x600alla manifestazione perché non condivido la sua impostazione di fondo, che va oltre anche il tema delle unioni civili e che ipotizza una sorta di revival di una ipostazione cattolico integralista alla quale, evidentemente, non posso aderire. Anche rispetto a quello che ha affermato ieri la cei va detto che il mondo occidentale ha un pluralismo e una complessità che non consente visioni univoche e un pensiero unico da tempo inesistente e che anzi il principio della tolleranza è fra posizioni culturali e politiche diverse. Detto ciò – conclude Cicchitto – siccome il mio non è un integralismo laicista, reputo tuttora che sarebbe auspicabile di trovare una intesa su questi temi”.

Fatte queste premesse resta ampio e variegato il ventaglio delle posizioni all’interno della classe politica, con i due poli del dibattito e, nel mezzo, tante posizioni più concilianti, come quella di Ignazio Messina (Italia dei Valori) e del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (“Se ci si limita a difendere la famiglia secondo le prerogative delle famiglie definite dalla Costituzione è una bella giornata. Se uno se la piglia con altre forme di unione e inveisce contro il processo che il governo ha avviato per riconoscere le unioni civili in termini di diritti analoghi, non è più il Family Day ma un’altra storia”).

L’orario di inizio previsto è per le ore 14, mentre la fine è alle 16:30, anche se le polemiche e i dibattiti dureranno ancora a lungo nel Paese.

Giuseppe Caretta