Sam Lake spiega i motivi del ritardo di Alan Wake 2

alan-wake-2Qualche mese fa Remedy Entertainment aveva fatto trapelare la notizia che lo sviluppo del seguito di Alan Wake, Ip di proprietà della software house finlandese, potrebbe essere ricominciato, una notizia che ovviamente ha scatenato la curiosità dei fan in ansiosa attesa del titolo dal 2010. Durante il recente evento sulla tecnologia tenutosi in questi giorni a Parigi (Cité des Sciences et de l’Industrie), Sam Lake executive producer di Remedy Entertainment, stuzzicato sull’argomento, ha spiegato i motivi del ritardo nello sviluppo del gioco: “Abbiamo cercato di creare Alan Wake 2 subito dopo il primo capitolo, e ovviamente serviva il partner giusto, il giusto finanziamento, il concept giusto”. Alan Wake è molto importante per Remedy. È una nostra IP. Noi possediamo Alan Wake. Quindi, forse, abbiamo anche un po’ di prudenza in più nell’assicurarci che tutti gli elementi siano giusti per il successo di un sequel”.

A quanto pare lo studio finlandese ha creato una serie di prototipi e li ha proposti a Microsoft che però non ha accettato di produrli. I continui rifiuti del produttore hanno permesso loro, da un lato di avviare il loro nuovo progetto quel Quantum Break che uscirà a breve, e dall’altro di raccogliere un enorme quantitativo di idee che secondo lo stesso Sam Lake ha fatto progredire lo studio sul progetto al punto di poter creare il seguito di Alan Wake che hanno sempre sognato di fare.

Le parole del direttore creativo di Remedy sul rifiuto di Microsoft insieme agli elogi che lo stesso producer ha fatto alla IP di Sony, Until Dawn, hanno alimentato i rumors che vorrebbero il seguito di Alan Wake prodotto da Sony, queste le parole di Lake: “Adesso che ho finalmente un po’ di tempo libero, mentre mi allontano gradualmente dallo sviluppo di Quantum Break, ho un grande catalogo di titoli lasciati in sospeso che mi aspettano sulla mia scrivania, e non vedo l’ora di giocarli. Giusto un paio di giorni fa ho avviato Until Dawn, e penso sia davvero un gran, gran titolo”.

Fabio Scapellato