Primarie Usa: sorpresa Cruz, battuto Trump. La Clinton in affanno con Sanders

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:02

La lunga corsa alle presidenziali americane inizia, in Iowa, con un risultato inaspettato. Sia per il partito primarie-Usa-2016-risultati-caucus-Iowa-770x536Repubblicano che per quello Democratico i due candidati di punta chiudono ben al di sotto di quanto prevedessero i sondaggi. Il magnate newyorkese Donald Trump finisce addirittura ad un passo dalla terza posizione, scalzato di misura dal candidato Ted Cruz, anch’esso politico che parla alla pancia degli elettori con appoggi più o meno espliciti nella base “giudaico-cristiana” dell’elettorato.

Ma non va meglio fra i Democratici, dove la super candidata Ilary Clinton, partita con l’effige dell’indiscutibile leadership, deve invece accontentarsi di un pareggio risicato con il candidato Bernie Sanders. Bene, comunque, aver evitato una seconda Caporetto dato che proprio in Iowa, durante le passate primarie, la Clinton subì una delle sconfitte elettorali più importanti, che lanciarono verso la Casa Bianca l’attuale Presidente Barack Obama.

Entrambi i candidati cardine vedono adesso ridimensionarsi il loro ruolo. Trump, al quale va riconosciuto il pregio di aver saputo incassare con modestia la sconfitta, deve accontentarsi del suo 24%, frutto probabilmente di una campagna totalmente improntata sui media nazionali e di una scarsa attenzione all’elettorato di base, quello stesso che Ted Cruz ha oleato a dovere nelle scorse settimane. E proprio il vincitore di questa prima consultazione ci tiene a ringraziare i 12.000 volontari e i 150 pastori che hanno sostenuto la sua candidatura.

Sanders invece ha ricordato nel suo discorso di aver fatto una “campagna senza mezzi, senza grandi finanziatori”. E questo, probabilmente, gli è valso la simpatia di tanti giovani e di tanti elettori che vedono nel flusso di dollari che rimpingua puntualmente le campagne elettorali una corruzione implicita del sistema democratico americano. Un sistema che Trump e la Clinton incarnano alla perfezione e che, almeno in Iowa, questa volta non ha premiato i candidati prediletti dell’establishment.

Giuseppe Caretta