3 Febbraio 2016: la Chiesa venera San Biagio di Sebaste vescovo e martire

sanbiagio_vescovoBiagio nacque nel III secolo a Sebaste, in Armenia. Studiò medicina e da giovane si dedicò alla cura degli infermi.

Morto il vescovo di Sebaste, Biagio dovette succedergli. Durante le persecuzioni dei cristiani ad opera di Diocleziano e Licinio venne imprigionato dai Romani, che lo stanarono dal suo nascondiglio in un anfratto del monte Argeo.

Durante il processo, al cospetto del giudice Agricola, Biagio rifiutò di rinnegare la fede cristiana e fu torturato con i pettini di ferro (quelli che s’usano per cardare la lana), poi sospeso al tronco di un albero e gettato in un lago sulla cui superficie, egli prese miracolosamente a camminare, fino a raggiungere la sponda opposta.

Infine, venne decapitato nel 316 nella sua città natale.

Il corpo del santo fu seppellito nella cattedrale di Sebaste. Nel 732 una parte dei suoi resti, deposti in un’urna di marmo, furono imbarcati alla volta di Roma, ma una tempesta arrestò la navigazione sulla costa di Maratea, dove i fedeli accolsero l’urna con le reliquie (il “sacro torace” e altre parti), e la conservarono nella Basilica di Maratea, sul monte San Biagio.

Altre reliquie sono sparse qua e là in vari comuni della Penisola.

A San Biagio sono stati attribuiti diversi miracoli, tra cui il salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce. Per questo il Santo viene invocato per il mal di gola.

Michela De Minico