Banca Etruria. Sospetto svuotamento dei conti “vip”, forse grazie ad una soffiata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:15

Per il momento è soltanto un sospetto, eppure la magistratura ha intenzione di accertarne immediatamente la veridicità. Si tratta della possibilità, tutt’altro che remota, che un mese prima del decreto “salvabanche” del governo numerosi conti di Banca Etruria siano stati svuotati grazie ad una soffiata. Conti importanti, di gente con Banca-Etruriagli agganci giusti e probabilmente molto in vista nell’istituto di credito.

Se anche questo tassello dovesse essere messo al suo posto dai giudici, ci si continuerebbe ad avviare verso l’ipotesi di bancarotta fraudolenta che pende come una scure sulle teste degli ex amministratori delegati: il presidente Lorenzo Rosi, ovviamente, ma anche i suoi vice Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, padre del ministro Maria Elena. Come si legge nella relazione del commissario liquidatore Giuseppe Santoni: “La situazione di liquidità si presenta assai critica, atteso che secondo quanto emerge dalle informazioni dei commissari straordinari, le riserve liquide sono inadeguate, pe effetto dei deflussi dei fondi che hanno interessato la banca. In particolare – si legge ancora nel documento- il saldo netto di liquidità alla data del 18 novembre scorso pari a 335 milioni, il 4,6 per cento del totale attivo, è diminuito di euro 288 milioni da inizio ottobre”. Al di la della voragine nei conti la situazione sembra comunque lampante, tanto è vero che il procuratore Roberto Rossi ha affidato alla Guardia di Finanza il compito di scoprire i contatti che i correntisti hanno avuto prima del 22 novembre. Se così fosse un’altra tegola si abbatterebbe sulle teste di tutti quei correntisti, figli di nessuno, che hanno perso i loro risparmi in questo sottile gioco di chiaroscuri.

Giuseppe Caretta

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