Berlino: tredicenne inventa violenza sessuale ad opera di migranti

imagesCirca due settimane fa la tredicenne tedesca Lisa F., ha raccontato alla polizia di Berlino di essere stata rapita e violentata per trenta ore da alcuni uomini “che sembravano stranieri”.

La ragazzina ha riferito di essere stata prelevata all’uscita dalla scuola di Marzahn, a Berlino, da uomini dai tratti mediorientali o nordafricani.

L’adolescente appartiene alla comunità russa di Berlino e la sua storia, diffusa dai media russi, ha suscitato lo sdegno del ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, il quale ha accusato la Germania di volere insabbiare la vicenda.

Lavrov ha rimproverato al governo tedesco di aver messo a tacere il caso di Lisa per contro, l’omologo tedesco Frank-Walter Steinmeier, ha accusato i russi di sfruttare il caso a fini di propaganda politica e di influenzare il dibattito sull’immigrazione in Germania, che nel 2015 ha registrato più di un milione di nuovi arrivi.

Dopo la diffusione della notizia lo scorso Sabato circa 700 persone hanno protestato davanti alla sede della cancelleria tedesca, esibendo cartelli che riportavano le scritte “I nostri figli sono in pericoloeOggi i nostri figli, domani i vostri.

Senonché gli investigatori chiamati a risolvere il caso, hanno scoperto che il racconto della ragazzina era privo di alcun fondamento: Lisa si era allontanata volontariamente e, temendo la reazione dei genitori, aveva inventato tutta la storia.

Gli inquirenti hanno scoperto inoltre che, prima della sparizione, la ragazzina ha avuto rapporti sessuali consensuali con due ventenni.

 

In un clima già teso per via dei crimini sessuali ad opera di migranti, verificatisi a Colonia durante il Capodanno scorso, la notizia ha esacerbato gli animi della popolazione che sta esercitando pressioni sul Governo e scaricando la colpa sulle autorità e sui richiedenti asilo.

Michela De Minico