Unioni civili: al via iter parlamentare

Senato. Mozione di sfiducia nei confronti del governo RenziIl ddl Cirinnà ha superato ieri il primo scoglio parlamentare. Al Senato sono, infatti, state respinte tutte le questioni pregiudiziali di costituzionalità ed è stato bocciato anche il rinvio del testo in commissione. A votare a favore sono stati il Pd, il Movimento 5 Stelle, Sel e Ala (il gruppo capitanato da Denis Verdini) che, con un discreto margine di voti (80), hanno premesso al provvedimento sulle unioni civili di proseguire il suo iter in Aula. Le discussioni – che riprenderanno oggi – non si prefigurano affatto sbrigative. Né tanto meno semplici. I senatori iscritti a parlare sono più di 100 e la questione focale delle adozioni all’interno delle coppie omosessuali (la ormai famigerata stepchild adoption) continua a dividere.

A rendere il quadro fumoso è l’incognita sul voto segreto. L’asse cementatosi a sostegno del provvedimento (un’inedita “Armata Brancaleone” che, come già detto, va da Ala al M5S) potrebbe, infatti, scricchiolare se il presidente del Senato, Pietro Grasso, dovesse concedere la possibilità di votare in segreto alcuni importanti emendamenti. Come quelli che riguardano la stepchild adoption, che potrebbe far registrare la “defezione” di qualche democratico riottoso o di qualche sodale di Denis Verdini che non ha, fin qui, mai palesato il suo orientamento a riguardo. Per non parlare del sospetto che gli avversari di sempre del Pd – M5S e Sel – possano approfittare del voto segreto per tendere un agguato ai democratici, nonostante si siano pubblicamente schierati a sostegno del disegno di legge.

Intanto a intervenire ieri in Aula è stata (ovviamente) la senatrice del Pd, Monica Cirinnà: “Vi chiedo scusa – ha detto – se qualche volta sono stata un po’ brusca, ho cercato solo di spiegare che il nuovo istituto di unioni civili, nella sua quarta versione, è già una sintesi moderata“. “Ho vissuto sulla mia pelle gli effetti di un dibattito avvelenato – ha aggiunto la democratica – La frase che ritengo più falsa è che stiamo introducendo il matrimonio e le adozioni gay”. Il sentore è che la richiesta avanzata da Angelino Alfano sia, insomma, destinata a rimanere inascoltata. “Il Pd ci rifletta bene – ha dichiarato ieri ai microfoni di un tg, il leader del Nuovo Centrodestra – perché è un’ottima occasione anche per questo partito, nel senso che si può approvare una legge importante senza dividere il Paese. Togliamo di mezzo queste adozioni. L’80% del popolo è contrario. La gente non le accetta, quando c’è invece un certo sì a maggiori diritti per i soggetti che compongono una coppia anche omosessuale”. 

E se le idee in Forza Italia continuano a rimanere confuse (alcuni esponenti si sono apertamente dichiarati contrari al testo, mentre altri appaiono meno intransigenti), la Lega ha parzialmente aperto al Pd dichiarandosi disponibile a ritirare il 90% degli emendamenti (circa 4.500), a patto che venga garantita la possibilità di discutere in Parlamento su tutto. Senza “canguri” che rischiano di “strozzare” il regolare svolgimento del dibattito.

Maria Saporito