Siria, in migliaia in fuga da Aleppo. La Turchia chiude il confine

Come già ampliamente previsto in queste ultime giornate, dopo l’escalation di violenza che sta mettendo foto_siria_combattimenti_aleppo_01_1letteralmente in ginocchio la città di Aleppo, la Siria vive un’altra emergenza umanitaria. Migliaia di persone sono in fuga verso la Turchia, che però ha chiuso i suoi confini meridionali in attesa di capire come gestire la situazione. Il premier turco, Ahmet Davutoglu, ha parlato di “almeno 60, 70.000” profughi. Gente ormai ridotta ad un esodo forzato per sfuggire ad un destino di morte quasi assicurata.

E’ lo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan , in visita in Ecuador, a parlare della drammatica situazione: “I nostri amici europei vogliono che noi fermiamo il flusso di rifugiati. Ma c’è un’altra scelta per i civili ad Aleppo se non quella di scappare quando sono sotto pesanti bombardamenti della Russia?”

Il rimando alle operazioni di mosca da parte della Turchia è solo l’ultimo botta e risposta fra i due paesi sempre più ai ferri corti. Ieri era stato lo stesso Cremlino ad accusare Ankara di preparare l’invasione del paese mediorientale, e di fornire armi e rinforzi ai terroristi. Dal canto suo invece, la Russia continua a sconfinare nello spazio aereo turco, come ha ricordato lo stesso segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: “Gli intensi attacchi aerei russi, che colpiscono soprattutto le truppe di opposizione in Siria, stanno minando gli sforzi per trovare una soluzione politica al conflitto. Inoltre – ha osservato Stoltenberg – il rafforzarsi dell’attività aerea russa in Siria crea un aumento delle tensioni e delle violazioni dello spazio aereo turco. Questo crea rischi, forti tensioni ed è una sfida alla Nato, perché sono violazioni allo spazio aereo Nato”.

Giuseppe Caretta