Le Tremiti “salvate” dal crollo del greggio: Petroceltic rinuncia alle trivellazioni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:01

Era una tematica che aveva già acceso gli animi da tempo, facendo scattare immediatamente la creazione di comitati popolari e l’allarme rosso fra gruppi ambientalisti. Si tratta di uno di quei progetti che, effettivamente, fa storcere il Isole-tremiti-trivellazioninaso a molti: la trivellazione dei fondali marittimi a ridosso delle isole Tremiti. Un progetto portato avanti dalla società inglese, ma di diritto irlandese, Petroceltis che cercava nel mediterraneo nuovi punti di trivellazione convenienti in un mercato sempre più saturo.

Adesso è con un comunicato ufficiale inviato al ministero dello Sviluppo economico che la compagnia fa sapere di rinunciare al progetto. Colpa del prezzo poco conveniente del petrolio, come dicono gli analisti, ma anche ad una certa “pigrizia” istituzionale che, secondo molti investitori stranieri, non solo la Petrocelsis, non agevolerebbero la creazione di nuovi progetti: “Essendo trascorsi 9 anni dalla presentazione dell’istanza – si legge nella nota – periodo durante il quale si è registrato un significativo cambiamento delle condizioni del mercato mondiale, Petroceltic Italia ha visto venir meno l’interesse minerario al predetto permesso”.

Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha fatto sapere che, dal canto suo, si auspica che la chiusura di questo progetto possa porre fine anche alle polemiche contro le ricerche in mare che, in tutti questi anni, avevano fatto da corollario all’iniziativa: “Spero che – ha detto il ministro – , grazie anche a questa scelta, venga messa una volta per tutte la parola fine ad alcune strumentalizzazioni sul tema delle attività di ricerca in mare che erano infondate già prima e che lo sono, a maggior ragione, dopo la decisione della Petroceltic”.

Giuseppe Caretta

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