Un testimone: “Giulio portato via da un gruppo di uomini davanti a casa sua”

Si arricchisce di nuovi dettagli l’agghiacciante vicenda dell’omicidio di Giulio Regeni. Ieri gli investigatori italiani in Manifestazione-per-Giulio-Regeni-al-Cairotrasferta al Cairo hanno ascoltato le dichiarazioni di un testimone oculare che ha fornito una ricostruzione dettagliata della fatidica sera del 25 gennaio. A prelevare Giulio sarebbero stati degli uomini “che avevano tutta l’aria di essere poliziotti in borghese”. Una versione che, in realtà, è resa plausibile da un altro dettaglio sul quale gli inquirenti sono riusciti a mettere le mani grazie alle dichiarazioni rilasciate da un vicino di casa del ragazzo. Pochi giorni prima della sparizione, degli uomini delle forze dell’ordine si presentarono davanti al condominio dove viveva lo studente, ed interrogarono gli inquilini chiedendo informazioni sul conto dell’italiano che viveva nello stabile. Giulio in quel momento era fuori, e probabilmente non venne a conoscenza delle indagini che si stavano stringendo attorno a lui.

Unico campanello di allarme il ricercatore italiano lo ebbe durante quel famoso incontro dell’11 dicembre, nel Centro dei servizi sindacali e operai, dove si accorse di essere fotografato da “un uomo che non sembrava né un giornalista né un sindacalista”. La cosa preoccupò molto Giulio, come  ha raccontato al pm romano Sergio Colaiocco uno degli amici dell’American University che partecipò con Regeni a quell’assemblea. Da quella serata fu tratto il tema per l’articolo che il giovane scrisse sotto pseudonimo, e proprio quella serata potrebbe essere stata innescata la miccia che lo ha condannato a morte.

Giuseppe Caretta