Alla scoperta delle nomination agli oscar 2016: max e la strada della furia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:17

mad-max-slideIl secondo film che ho scelto di analizzare in questa rassegna dei candidati al titolo di miglior film del 2015 è il sequel di un film cult degli anni ’80, Mad MaxFury Road. Mad Max torna dopo trent’anni d’assenza dai palcoscenici mondiali e lo fa alla grande con un action frenetico e denso di atmosfera a cui l’evoluzione tecnologica ha fatto un gran bene.

I primi tre capitoli di Mad Max introducevano per la prima volta nel mondo del cinema la tematica dell’esaurimento delle scorte di carburanti fossili e dell’surriscaldamento globale dovuto all’inquinamento con l’intento di sensibilizzare la gente sullo studio delle tecnologie rinnovabili. L’impatto visivo era di quelli sconvolgenti il mondo distopico creato da George Miller mostrava una società allo sbando dove le leggi avevano cessato di esistere e le persone lottavano per accaparrarsi le ultime scorte di benzina ed acqua rimaste. In questo mondo violento, un ex poliziotto, interpretato da Mel Gibson, ancorato ancora alle vecchie leggi (Max Rockatansky) cerca di salvare la propria famiglia e di regalargli un esistenza serena, ma la perdita della moglie e della figlia lo fanno impazzire costringendolo ad una sanguinosa vendetta. Durante il terzo film Max riesce a prendersi la sua vendetta, ma dopo aver ucciso l’assassino della sua famiglia viene catturato da una banda di criminali ed imprigionato.

Questa quarta incarnazione di Mad Max parte proprio dalla prigionia del protagonista, nella prima scena Miller ci fa rivivere il momento della cattura per mano dei figli della guerra e la sua incarcerazione alla cittadella dove la nuova nemesi di Max (interpretato in questa occasione da Tom Hardy), Immortal Joe, controlla le riserve d’acqua e grazie a queste anche le persone. Ancora una volta il mondo distopico creato da Miller è l’espediente perfetto per raccontare con sufficiente distacco una tematica sociale(quello della violenza sulle donne), la follia di Max in questo film, infatti, viene messa da parte per raccontare una storia di maltrattamento e ricerca di libertà, il comandante Fury approfitta di una distrazione di Joe per fare evadere le sue mogli da anni segregate in una prigione e costrette ad accoppiarsi con il padrone per dare vita al colui che dovrà succedergli alla guida dei figli della guerra.

Ciò che ne segue è un inseguimento furioso e brutale reso estremamente spettacolare da degli effetti speciali di primissima qualità che gli hanno permesso di concorrere all’oscar anche per questa categoria. La storia procede con un ritmo ben miscelato che alterna agli scontri frenetici momenti di contemplazione visiva resi indimenticabili da una fotografia allo stato dell’arte(Mad Max concorre anche per il premio di migliore fotografia), che concede respiro allo spettatore prima della prossima scarica di irrefrenabile violenza. In poche parole Mad Max Fury Road è uno di quei pochi film action capace di oltrepassare i limiti di genere e riscontrare i gusti di tutti.

Fabio Scapellato

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!