Usa, processo al killer delle prostitute: “Le vittime potrebbero essere 180”

Stuprava, uccideva le vittime sparandole al petto e si disfaceva dei corpi gettandoli vicino ai cassonetti usn-110801-grim-sleeper-1045a.grid-4x2dell’immondizia. Questa la dinamica d’azione del serial killer americano Lonnie David Franklin jr, 62 anni, a processo per rispondere dell’accusa di 11 omicidi. L’uomo è stato ribattezzato “Grim Sleeper” (il “killer dormiente”) poiché il lasso di tempo nel quale avrebbe agito parte dalla metà degli anni ottanta e, con una lunga pausa, arriva sino ai nostri giorni. Le sue vittime hanno, come molto spesso accade in questi casi, simili caratteristiche che le legano ad un beffardo filo rosso: tutte donne, di colore e tutte prostitute.

Il primo degli omicidi accreditati a “Grim Sleeper” risale al 1985. La vittima è la prostituta 29enne Debra Jackson. Di lei si perdono le tracce in una Los Angeles che viveva gli anni d’oro della criminalità organizzata, con la città nelle mani delle gang e dove, la sparizione di una meretrice, è un fatto tutt’altro che isolato. Ma secondo gli inquirenti, con questo primo omicidio, il dado è ormai tratto e da li in avanti Lonnie non smetterà più d’ammazzare. Nei due anni a seguire sono almeno altri 7 gli omicidi accertati che l’uomo compie, una lenta carneficina. Poi, fino al 2002, una pausa nella quale probabilmente non accade nulla.

La polizia di Los Angeles è riuscita a risalire a lui grazie ad un frammento di Dna rinvenuto sulla scena di uno degli omicidi e al collegamento, saltato fuori dagli schedari, con suo figlio Christopher, in carcere per alcuni reati minori. Una volta entrati nella casa di quest’uomo, ex spazzino e meccanico di professione, gli investigatori si sono imbattuti in una sorta di “archivio” contenente foto e video di 180 donne, delle quali si sta cercando di capire la sorte. Se i peggiori sospetti dovessero trovare conferma si tratterebbe di una vera e propria strage.

Giuseppe Caretta