Bari, i clan bloccano la fiaccolata per la legalità: “A San Pio non entra nessuno”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:55

Era stata indetta per il 12 febbraio scorso l’iniziativa, promossa dall’assessorato al Welfare del Comune di Bari 104042721-87b68d54-ee7f-4957-8520-4ad96b851994assieme al centro d’ascolto per la famiglia “Orizzonti”, che voleva rispondere simbolicamente all’omicidio di Gianluca Corallo e al ferimento di Giuseppe Drago, nel quartiere San Pio. Invece tutto si è dissolto in un bolla di sapone. “Rinviato”, come dicono imbarazzati gli addetti ai lavori. Il cambio di programma è stato deciso a seguito dell’intervento delle donne dei clan: “Lasciate perdere le iniziative, le manifestazioni, qui non deve venire nessuno”. E così tutto è stato cancellato. Nessun laboratorio, nessuna fiaccolata. Dove la mafia impone, i cittadini e le istituzioni sono costrette ad indietreggiare. Adesso il caso è finito sul tavolo del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, tenutosi in prefettura. Presente anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro, che per tranquillizzare gli animi e mostrare una presenza istituzionale li dove meno gradita è la figura statale, è andato nei centri di aggregazione del quartiere, nella parrocchia, nell’accademia del cinema. Come spiega ai cronisti: “I bambini nei giorni scorsi erano terrorizzati per quello che è successo. Non stavano frequentando nessun centro, non uscivano di casa. Ma ora – tranquillizza – la situazione sta tornando alla normalità, i bambini e i ragazzi stanno tornando per le strade, le mamme li stanno nuovamente accompagnando all’accademia del cinema e al centro famiglie. Abbiamo fatto sentire la presenza di Stato e Comune li dove ne avevano messo in discussione la presenza”. Nonostante i proclami, però, l’iniziativa non si terrà. Troppo rischioso, a detta degli organizzatori. Intanto non si ferma l’indagine di carabinieri e polizia per ricostruire le dinamiche che hanno portato alle due sparatorie, quelle che nell’arco di una settimana hanno reso il quartiere un deserto: quella in cui, appunto, ha perso la vita Giancarlo Corallo e quella, successiva, nella quale è stato ferito Giuseppe Drago. Entrambe gli obiettivi dei raid erano membri del clan Strisciuglio, che vive una lotta intestina per il controllo dello spaccio nel quartiere.

Giuseppe Caretta

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