Austria: “Ok a tetto giornaliero di rifugiati”. Ue: “Incompatibile col diritto internazionale”

Il Consiglio europeo per i capi di Stato e di governo vive oggi la sua seconda giornata di lavori. Un’altra giornata dura, stando ai toni e alle dichiarazioni che già avevano iniziato a circolare ieri pomeriggio. Si scopre, ad esempio, eur-1che nonostante il parere contrario della Commissione, l’Austria ha deciso di tirare dritto sul tetto giornaliero delle richieste d’asilo. “Non più di 80 al giorno”, precisa Vienna, che ritiene anche di dover limitare a 3.200 il numero quotidiano di migranti ai quali sarà consentito il transito in direzione di paesi terzi. Una doccia fredda per la Commissione europea, che ha bollato la misura come “chiaramente incompatibile” con il diritto internazionale e le norme comunitarie. Ma tant’è, l’Austria non si lascia mettere all’angolo. Assieme a lei anche Slovenia, Serbia, Macedonia. Tutti intenzionati a stabilire controlli ai confini “nell’interesse della pubblica sicurezza”. Anche il “gruppo di Visegrad”, composto da Ungheria, Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia è per la levata di scudi che farebbe dell’Europa orientale un grande valico inaccessibile alle ondate migratorie, ormai tema cardine per la  stessa sopravvivenza politica dell’Europa.

Ieri sera il premier Matteo Renzi non ha mancato di lanciare una stoccata contro Budapest. Il suo rifiuto di accettare i ricollocamenti ha stizzito il presidente del Consiglio, che durante la cena così ha sferzato i Paesi dell’Est: “Inizia adesso la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere, oppure smettiamo di essere solidali noi Paesi contributori. E poi vediamo”. Immediata la risposta del governo ungherese che tramite il suo portavoce, Zoltan Kovacs, ha ribadito di essere contrario alla scelta di obbligare gli Stati membri dell’Unione a farsi carico di un certo numero di rifugiati e ha accusato Renzi di attuare un vero e proprio “ricatto politico”. Intanto il “Consiglio europeo ritiene necessario dotare ora l’Ue della capacità di fornire aiuti umanitari a livello interno, in cooperazione con organizzazioni come l’Unchr, per sostenere i paesi che fanno fronte a un elevato numero di rifugiati e migranti”, si legge in un comunicato. Con la primavera sempre più vicina ed i passaggi nei balcani chiusi tutti sanno, a quanto pare, che l’emergenza umanitaria è dietro l’angolo, e paesi come la Grecia e l’Italia devono farsi trovare preparati.

Giuseppe Caretta