Alla scoperta delle nomination agli Oscar 2016: Matt Damon l’uomo di Marte

la-locandina-di-the-martianIl film di cui parlo oggi è The Martian, un film di fantascienza che ci permette di fantasticare sulla possibilità di raggiungere Marte, di riuscire a carpirne tutti i segreti così che, un giorno,magari, si riesca a farlo diventare una colonia della terra, una nuova frontiera dell’umanità. Dalla l’alba dei tempi l’essere umano è sempre stato incuriosito dalla vastità della volta terreste, le ipotesi sulla natura dell’universo che ci circonda sono state innumerevoli, e con il tempo l’osservazione astronomica ha permesso all’uomo di capirne il funzionamento ed in parte la sua struttura, la conoscenza ha portato con sé la voglia di raggiungere il prima possibile i pianeti più vicini e grazie all’evoluzione della scienza e della tecnologia il sogno è divenuto infine realtà grazie all’atterraggio sulla luna del ’69.

Da quel momento in poi la ricerca ha fatto passi da gigante e con lei la fantasia di scrittori, sceneggiatori e registi che spesso nelle loro fantasie distopiche hanno unito il sogno del viaggio interstellare alla paura causata dall’ignoto e dallo sviluppo della tecnologia .The Martian appartiene proprio a questo filone inaugurato nel 1968 da 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, la storia è tratta dal libro “L’uomo di Marte” di Andy Weir che parla di questa missione stellare della NASA che fallisce a causa di una tempesta di sabbia durante la quale quasi tutto l’equipaggio riesce a mettersi in salvo tranne il botanico Mark Watney(interpretato nel film da Matt Damon), i colleghi lo credono morto e lasciano Marte per fare ritorno sulla Terra.

Da questo momento in poi la permanenza di Mark sull’ostile pianeta diventa una vera e propria odissea, i bellissimi paesaggi desertici acuiscono la solitudine di un uomo che non abbandona mai la speranza di riuscire a comunicare con la NASA e di trovare, così, insieme a loro una soluzione per uscire indenne da questa disavventura, nelle lunghe scene d’introspezione ed in quelle in cui l’astronauta cerca una soluzione alla scarsità di cibo o alle problematiche di comunicazione la capacità attoriale di Matt Damon risalta grazie a dei soliloqui che ci permettono di conoscere ed affezionarci al personaggio, di vivere insieme a lui la paura, la speranza,la disperazione, la felicità; queste emozioni  si susseguono senza soluzione di continuità durante tuta la sua permanenza sul pianeta rosso, emozioni che Matt Damon rende reali grazie anche alla sua capacità espressiva(per questa sua interpretazione l’americano è stato candidato all’Oscar).

La permanenza su Marte dura oltre un anno ma alla fine grazie al lavoro degli scienziati della NASA ed al sacrificio dei suoi compagni di viaggio i quali, venuti a conoscenza della possibilità di salvare il collega, creduto morto, non esitano un secondo a tornare indietro per cercare di salvarlo. Le basi scientifiche legate sia alla sopravvivenza che al recupero dello sfortunato astronauta sono entrambe plausibili, il che rende l’avventura ancora più avvincente, il film, infatti, è sostenuto da un ritmo narrativo che riesce a miscelare in maniera perfetta fasi di stasi e ritmo incalzante, il che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore, e raggiunge con un crescendo l’apice emozionale nella scena del recupero che è resa estremamente spettacolare  da degli ottimi effetti speciali, che superano in qualità quelli già bellissimi di Interstellar, e sono talmente ben riusciti da fargli meritare la candidatura  all’Oscar anche per gli effetti speciali accanto al favoritissimo Star Wars VII. The Martian in fondo è un film sullo spirito di sopravvivenza, sull’amicizia e sulla speranza ambientato in un contesto fantascientifico più che un film di fantascienza in senso stretto per questo, a differenza di alcuni rappresentanti del genere, risulta adatto anche a chi non ha mai visto un film ambientato nello spazio.

Fabio Scapellato