Due anni di Governo Renzi: il resoconto di OpenPolis

Letta e RenziNel giorno in cui ricorre il secondo anniversario dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi, il minidossier confezionato da OpenPolis può aiutarci a comprendere meglio le dinamiche e il funzionamento della sua squadra di governo. Da chi è costituita? Qual’è la percentuale di successo delle sue proposte di legge? Quante volte ha fatto ricorso alla fiducia?

“I numeri di questi due anni di governo Renzi – si legge nella prefazione allo studio – confermano trend consolidati che hanno caratterizzato le ultime due legislature. Esecutivi sempre meno ‘politici’ e più ‘di larghe intese’, in cui i protagonisti sono spesso gli stessi”. Non solo: “Quello che forse appare più evidente – hanno sottolineato da OpenPolis – è la centralità del governo negli equilibri politici del nostro Paese. L’allargamento di fatto delle sue responsabilità fa sì che ci si debba ‘fidare’ sempre di più di chi fa parte dell’esecutivo. Con un Parlamento tagliato ormai fuori dai giochi, un errore ha poche possibilità di essere corretto”.

Andando ai numeri, OpenPolis ha reso noto che l’attuale squadra di governo è formata da 63 persone di cui 35 del Pd e 13 del Ncd (i restanti sono centristi, tecnici o indipendenti). Ma ha anche messo in luce che il 30% di loro ha già fatto parte di uno dei tre governi precedenti. Qualche esempio? Uno dei recordman è sicuramente Angelino Alfano che, fatta eccezione per la parentesi rappresentata dal governo Monti, ha collezionato dal 2008 ad oggi tre poltrone da ministro (e una da vicepremier); ma anche Claudio De Vincenti del Pd, che ha ricoperto l’incarico di sottosegretario allo Sviluppo Economico sia con Mario Monti che con Enrico Letta che con Matteo Renzi. Tre incarichi anche per Luigi Casero (Ncd) che Renzi ha “promosso” a viceministro all’Economia dopo la “gavetta” come sottosegretario durante i governi Berlusconi e Letta. A voler semplificare la faccenda, si può insomma concludere che l’attuale presidente del Consiglio ha scelto, molto spesso, di circondarsi di persone con un trascorso governativo consolidato. In barba alla rottamazione della prima ora.

Ancora: il minidossier di OpenPolis ha rilevato che in questi primi due anni di governo, sono stati convocati 102 Consigli dei ministri. Ma attenzione: il 32,35% di essi è durato meno di mezz’ora (15 meno di 20 minuti e 11 addirittura tra i 4 e gli 8), a conferma del fatto che, spesso e volentieri, si è trattato di incontri puramente formali durante i quali è stato solo certificato quello che era stato deciso altrove. E le proposte di legge? Quelle governative hanno sicuramente avuto molta più fortuna, visto che nel 28,98% dei casi sono riuscite a completare il loro iter, mentre le leggi proposte dal Parlamento hanno dovuto accontentarsi di una percentuale risicatissima che non ha raggiunto l’1%. Di più: se le proposte di legge parlamentari hanno impiegato mediamente 392 giorni per essere approvate, quelle avanzate dal governo ce ne hanno messi, invece, 156. Per quanto vadano fatte le dovute distinzioni: tra i provvedimenti proposti dall’esecutivo, quelli che hanno riguardato le imprese e la giustizia sono andati velocissimi giungendo a destinazione (cioè all’approvazione) in 46 giorni, mentre le proposte sui trattati internazionali hanno dovuto aspettare 316 giorni.

E infine la fiducia: se è il governo Monti (tra gli ultimi 4 che si sono succeduti) a far registrare la percentuale più alta di ricorso alle questioni di fiducia (45,13%), l’esecutivo guidato da Matteo Renzi non ci è andato però troppo lontano. Le sue leggi sono state approvate grazie a questo strumento nel 31,01% dei casi, con episodi particolari come quelli che hanno riguardato la legge di Stabilità (per la quale sono state chieste 4 fiducie) o il Jobs Act, l’Italicum e la riforma della Pubblica Amministrazione (che ne hanno, invece, incassate 3).

Maria Saporito