Germania: assaltato centro per rifugiati ed un bus con migranti a bordo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:59

Continua a salire la tensione razziale in Germania, dove a poche ore di distanza si sono verificati due gravi episodi di saxony.png_1718483346intolleranza. Il primo è avvenuto a Bautzen, la vecchia cittadina dove prima della caduta del Muro venivano spediti i prigionieri politici per essere sottoposti a detenzioni durissime, spesso a torture. A Bautzen un edificio, predisposto per ospitare i richiedenti asilo, è stato dato alle fiamme sotto lo sguardo compiaciuto di una cinquantina di persone che hanno assistito allo spettacolo ridendo, applaudendo e scandendo slogan razzisti ed epiteti ingiuriosi come “scarafaggi”. Fra di loro, purtroppo, anche dei bambini. Fortunatamente la struttura era vuota e non ci sono state vittime.

L’altro episodio è accaduto a Calusnitz, cento chilometri appena da Bautzen. Un pullman con una quindicina di profughi a bordo è stato circondato da un centinaio di persone: “Noi siamo il popolo, noi siamo il popolo!” ha scandito la gente avanzando minacciosamente verso il veicolo. I profughi all’interno, fra i quali alcuni bambini, si sono rifiutati di scendere dal mezzo e solo l’intervento della polizia ha evitato, per questa volta, che la situazione degenerasse.

Dura la condanna del mondo politico tedesco, con la cancelliera Angela Merkel che afferma essere “senza cuore osteggiare i profighi che arrivano, fra cui donne e bambini, sbraitando e urlando insulti villani”. Anche il ministro dell’Interno de Maizière ha definito questi episodi “intollerabili”, così come il primo ministro della Sassonia, land ancora in fermento dopo i fatti di capodanno. Fra tutte le voci l’unica ad uscire dal coro è quella di Frauke Petru, leader dei populisti di destra: “Ci sono state dichiarazioni poco belle anche da parte dei richiedenti asilo – puntualizza- gesti col dito medio e qualche insulto”. La guerra, a questo punto, sembra essere più che giustificata.

A seguire il video dell’assalto al pullman:


Giuseppe Caretta

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