Alla scoperta delle nomination agli Oscar 2016: un inno al giornalismo d’inchiesta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:29

Preview-Caso-Spotlight-poster-2Raramente capita di vedere un film capace di stamparsi in maniera indelebile nella mente come Spotlight, in effetti era dai tempi di The City of God, capolavoro di Fernando Meirelles uscito nel 2002, che non si vedeva un opera capace di colpire nel profondo come l’ultima fatica di Tom McCarthy. La tematica trattata è di quelle forti, difficili da sopportare, la maniera di raccontarla è quella adatta ad una storia di tale portata, senza fronzoli, in maniera cruda e violenta, di una violenza che non è quella di tarantiniana memoria ma decisamente più subdola, sinuosa quasi nascosta che a giorni di distanza entra nella psiche costringendoti a riflettere su ciò che hai visto e su quello che questa storia denuncia e senza veli compassionevoli condanna.

La scelta, intelligente, del regista statunitense è stata quella di evitare l’utilizzo di qualsiasi effetto speciale, questo ha permesso insieme all’impiego di un cast di stelle di prima grandezza, Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Shreiber e John Slattery sono gli eccezionali interpreti della squadra giornalistica a capo dell’inchiesta, allo spettatore di concentrarsi senza alcuna distrazione sugli accadimenti. Il regista era convinto, a ragion veduta, che la sola verità a cui si ispira la pellicola, sceneggiata con sapienza dallo stesso McCarthy, fosse sufficiente a colpire lo spettatore e per questo motivo da rappresentare necessariamente nel modo più realistico possibile, il risultato è una pellicola che si trova in mezzo tra un film drammatico per come fa emergere i sentimenti dei protagonisti ed un film documentaristico per la meticolosità con cui racconta tutti i particolari dell’inchiesta.

Spotlight parla di un team di giornalisti del Boston Globe che nel 2001 ha vinto il premio Pulizer per un inchiesta che ha messo a nudo un sistema ecclesiastico e giudiziario corrotto che permetteva ai parroci coinvolti nelle molestie a minori di rimanere impuniti da oltre 30 anni. Come si vede nel film, l’inchiesta parte tra la diffidenza del direttore del giornale e l’ostilità di una comunità da sempre ostinata a difendere la propria tradizione e le proprie istituzioni dagli attacchi e dagli scandali, tutti coloro che vogliono fare emergere la sordida verità sono ghettizzati o costretti al silenzio da un omertà generale, dal giudizio degli amici e della famiglia, dalla vergogna di aver subito un abuso che in un contesto del genere diventa quasi una colpa. Tra mille difficoltà ed ammonimenti da parte dei diretti interessati questo gruppo di giornalisti scopre una verità che non può essere più taciuta, non si tratta infatti di casi isolati o di mele marce ma di oltre 90 preti colpevoli di violenza su minore che vengono protetti da un sistema che, come la mafia, ha ingerenze in tutte le branchie della società.

Il Caso Spotlight, vincitore di diversi premi per la migliore sceneggiatura dell’anno( British Award, Writers Guid of America), per il miglior cast, eletto come miglior film dalla critica specializzata di tutto il mondo, è uscito nelle sale italiane da pochi giorni, Il 18 febbraio, ed è sicuramente uno dei film più belli usciti negli ultimi 12 mesi, assolutamente consigliato.

Fabio Scapellato