Bimbo inventa la parola “petaloso” e l’Accademia della Crusca gli risponde

Matteo è un bambino di nove anni che frequenta le scuole elementari di Copparo, in provincia di Ferrara. Durante image (1)un compito in classe Matteo, con la sua preziosa fantasia, ha definito la margherita un fiore “petaloso”. Lungi dal rimproverarlo, la maestra ha invece pensato bene di chiedere parere direttamente all’Accademia della Crusca, istituzione a dir poco autorevole nel campo della lingua italiana. “Anche se sbagliata – racconta la maestra – la parola mi è piaciuta, così abbiamo deciso di mandarla all’Accademia per una valutazione”. Immediata la risposta che, pubblicata su Facebook, sta facendo velocemente il giro della rete: “Caro Matteo  – scrivono dalla Crusca – la parola che hai inventato è una parola ben formata e potrebbe essere usata in italiano come sono usate parole nello stesso modo. La tua parola è bella e chiare, ma come fa una nuova parola a entrare nel vocabolario? Una parola entra ne vocabolario – spiegano – se tante persone la usano e la capiscono e tante persone cominceranno a dire e scrivere “Com’è petaloso questo fiore!” o, come suggerisci tu “Le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”. Non sono gli studiosi a decidere quali parole nuove sono belle o brutte, utili o inutili. Quando una parola nuova è sulla bocca di tutti (o di tanti) allora lo studioso capisce che quella parola è diventata una parola come le altre e la mette nel vocabolario”.

Niente male quindi, per un bambino che a nove anni è già arrivato a scambiarsi pareri linguistici con l’Accademia della Crusca.

Giuseppe Caretta