Fifa, domani si elegge il successore di Blatter: lotta fra Infantino e lo sceicco del Bahrain

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:28

E’ la vigilia del cambiamento, o almeno si spera. Domani a Zurigo si terrà infatti il congresso che sarà chiamato ad FBL-FIFA-ISREAL-PALESTINIANeleggere il nuovo presidente della Fifa. Dopo le esclusioni eccellenti di Blatter e Platini (che hanno visto la loro condanna ridotta da 8 a 6 anni) adesso la partita si gioca fra lo sceicco Al Khalifa e lo svizzero-italiano Gianni Infantino. Già fuori dal ballottaggio gli altri pretendenti: il Principe di Giordania, Ali Bin-Hussein, non dovrebbe raggiungere più di una ventina di voti (su 207 votanti), così come “Tokyo” Sexvale, amico di Nelson Mandela, e Jerome Champagne. Entrambi hanno troppi pochi appoggi per credere realmente di passare il primo turno.

Diverso è il discorso per i due delfini. Infantino, braccio destro di Platini, è un uomo di palazzo, conta svariati appoggi nelle Federazioni ed ha tutte le carte in regola per tentare la scalata. “Sono ottimista- ha dichiarato- soprattutto perché in questi ultimi quattro mesi ho effettuato un tour tra le varie Federazioni nel mondo, che mi ha portato ad incontrare 115 dirigenti in 70 Paesi e mi ha consentito di vedere che cosa fanno e come lavorano. La Fifa – ha proseguito – ha ora bisogno di riforme importanti, ma poi queste riforme andranno implementate e non lasciate sulla scrivania: se saranno approvate, saranno solo la base. Quindi, se io a mia volta sarò eletto, lavorerò da subito su questo e penso di essere l’uomo giusto per farlo”.

Lo sceicco del Bahrain, invece, conta sull’appoggio importante di Al Sabah, potentissimo sceicco del Kuwait e presidente del comitato olimpico mondiale. Su di lui pesa la componente religiosa, è vero, (sarebbe il primo arabo musulmano alla guida del calcio mondiale), ma affascina al contempo la sfida che il suo ruolo di ambasciatore possa ripulire il mondo del calcio. Pronostici a parte, resta il dato di fatto ineludibile: per la prima volta da lungo tempo i due uomini di punta dell’apparato decisionale della Fifa, Blatter e Platini, non catalizzeranno gli equilibri decisionali della Federazione. E questa, senza dubbio, resta una possibilità da non lasciarsi sfuggire.

Giuseppe Caretta