Whatsapp intende spiarci? Scopriamo come

WhatsApp-Android-e1441334577402-930x704Di recente si è discusso molto sull’utilizzo dei dati personali da parte  delle multinazionali, sopratutto quelle di telefonia, che le posseggono in virtù dei contratti di licenza firmati al momento dell’acquisto del telefono o della sottoscrizione di servizi in app che agevolano le comunicazioni tra gli utenti. Negli scorsi giorni la Apple, leader del mercato della telefonia mobile, ha rifiutato di consegnare i dati dei propri clienti alla FBI proprio per non violare la privacy dei suoi clienti. Si spera che la stessa discrezione sia in futuro utilizzata anche dalle compagnie che forniscono i servizi di comunicazione istantanea specialmente quelle con maggiori utenti, sembra, infatti, che nel prossimo aggiornamento della popolare app di messaggistica istantanea, Whatsapp, potrebbe essere inclusa una funzione che permette di individuare le ultime posizioni degli utilizzatori.

Ogni mese gli sviluppatori della app di messaggistica istantanea più utilizzata al mondo inseriscono nuove funzionalità al fine di offrire un esperienza sempre più completa e funzionale agli utenti. I portavoce del colosso delle comunicazioni hanno già annunciato che l’aggiornamento del prossimo mese di Whatsapp offrirà diverse novità, la prima e più importante è la rinuncia al canone fisso annuale, la seconda è la possibilità di sospendere il conteggio di coloro che sono stati bloccati dagli amici; adesso, anche se non confermato da fonti ufficiali, è uscita fuori questa ultima funzione che permetterà secondo ‘MovilZona’ di avere accesso agli ultimi luoghi visitati dagli utenti.

Al momento non è chiaro quale sia l’utilità ne l’obbiettivo di questa nuova funzione; se le posizioni saranno direttamente inviate a tutti i nostri contatti o se, invece, sarà possibile decidere a chi inviarle. Secondo la stessa fonte che ha diffuso l’indiscrezione perché questa nuova funzionalità di Whatsapp sia attivata ci vorrà il consenso dell’utente e necessiterà che il dispositivo di tracciamento del cellulare sia acceso. Se fosse confermata questa voce, si riaccenderebbe la polemica sull’invasività di internet e delle nuove tecnologie, sulla moralità della concessione di tutte queste informazioni e sopratutto sulla facilità della rete di accedere a tutte le nostre informazioni personali. La polemica a riguardo è viva da diverso tempo e come dicevamo prima è emersa in questi giorni con maggiore vigore a causa della questione “Apple”, che, però, ha anche mostrato come le multinazionale tenga alla trasparenza  ed al rispetto della privacy del cliente, non ci resta che sperare che l’esempio fornito dal colosso americano venga seguito anche dalle altre multinazionali.

Fabio Scapellato