Alla scoperta delle nomination agli Oscar 2016: la guerra fredda raccontata da Spielberg

Il_Ponte_delle_S_568f600399724Con questo approfondimento sul Ponte delle spie finisce questa rubrica dedicata ai film favoriti alla vittoria del premio come migliore pellicola dell’anno, come suggerisce il titolo si tratta di una storia di spionaggio, il canovaccio, ben sceneggiato da Spielberg, è ambientato nel periodo della guerra fredda come diverse produzioni anglo-americane di quest’anno. Se vi avvicinate a questo film pensando di vedere il classico film di spionaggio alla James Bond probabilmente rimarrete delusi. Niente azioni spericolate, niente esplosioni e nessun personaggio carismatico che fa svenire le donne ai suoi piedi.

La storia che racconta Il ponte delle Spie prende spunto da fatti realmente accaduti a cui Spielberg si è liberamente ispirato e parla di un uomo comune,la cui ambizione lo induce ad accettare la difesa di una spia russa catturata nel periodo della guerra fredda e il cui senso del dovere lo ha spinto a lottare contro il pregiudizio dell’intera nazione; quello che i suoi connazionali chiedevano era la testa dell’uomo spinti dal terrore e dall’ignoranza, quest’uomo, dunque, è stato costretto a svolgere il suo lavoro contro l’iniquità delle prove presentate a carico del suo cliente pur di difendere quei sacri diritti che le costituzioni di tutto il mondo occidentale assicurano prendendo spunto dal modello della prima costituzione francese che sancisce il rispetto dei diritti umani sopra ogni cosa.

Proprio la natura inflessibile di quest’uomo è il motore della vicenda, se si fosse piegato al volere della massa, della famiglia, del suo governo, oltre ad essere calpestati i diritti di un uomo, si sarebbe bloccata la concatenazione di eventi che le sue scelte hanno innescato. Parallelamente alla storia dell’avvocato Donovan, interpretato con la solita maestria da Tom Hanks, infatti, si sviluppa quella di un giovane pilota assoldato dalla CIA; questo soldato aveva il compito di compiere delle perlustrazioni aeree nel territorio nemico con un nuovo modello di aereo in grado di fotografare 2000 miglia al secondo, il pilota, però, viene abbattuto e catturato dai Russi. Al momento della cattura le due storie si intrecciano e la lungimiranza di quest’uomo diventa evidente a tutti.

Il film di Spielberg forse non raggiunge la complessità drammatica di Argo ne le atmosfere cupe ed angoscianti di Munich, ma in brevissimi tratti, durante la narrazione della storia, si concede una breve divagazione dalla vicenda dando,così, spazio alla realtà circostante e immortalando lo stato in cui versavano questi due mondi in contrasto; quello che inevitabilmente emerge è la somiglianza tra queste due realtà, nonostante le persone che li abitano sembrano non rendersene conto. Queste brevi divagazioni ci consegnano un immagine sfocata della società del tempo che, però, colpisce nel profondo. Il ritmo della narrazione è ben gestito, ciò consente allo spettatore di godersi la vicenda senza mai annoiarsi e lo lascia insieme soddisfatto della visione e curioso di approfondire la propria conoscenza di quest’epoca storica.

Fabio Scapellato